Isa, pronti miglioramenti
di Vittorio Bellagamba
«L’approvazione unanime di tutte le proposte avanzate dalla commissione degli esperti sugli indici sintetici di affidabilità fiscale, Isa, nel corso della riunione tenutasi nei giorni scorsi ci ha pienamente soddisfatti». Questo il giudizio espresso dal presidente nazionale dell’A.n.co.t Associazione nazionale consulenti tributari, Celestino Bottoni. L’adozione di questa diversa metodologia fa ben sperare per uno strumento che sicuramente sarà perfezionato proprio per volontà di tutti gli attori che partecipano nella commissione degli esperti, oltre alla stessa Agenzia delle entrate e la So.Se., con l’ausilio e supporto delle varie categorie professionali e delle imprese. Se con gli studi di settore si stimava una congruità dei ricavi e dei compensi, con gli Isa si è puntato alla determinazione di livelli di affidabilità per mezzo di un punteggio che varia da 1 a 10. Nonostante le problematiche riscontrate già nella scorsa estate, non si può che condividere l’evoluzione di uno strumento che evidenzierà anzitempo un comportamento che potrebbe essere segnalato, dall’indice di affidabilità sintetico, come insufficiente e, quindi, con la conseguenza di poter, eventualmente, essere inseriti nelle liste di selezione in presenza di altri riscontri, elementi, negativi. Questa nuova compliance si basa su un panel di dati riferiti al contribuente negli ultimi otto anni dichiarati o, per periodi d’attività, inferiori su tutti quelli disponibili al fine della stima. Altro punto che varia ai fini della compliance è la preventiva analisi che la Commissione fa in fase di costruzione degli Isa, rispetto al precedente sistema, con gli studi di settore, di valutazione sul lavoro finito. «In tal senso, per la costruzione degli Isa riguardanti il periodo d’imposta 2019 sono state accolte, all’unanimità dei commissari, le varie istanze, oggetto dell’ordine del giorno per la semplificazione di molte variabili “precalcolate”», ha detto Celestino Bottoni, «e nello specifico, sono state soppressi gli indicatori elementari riguardanti le condizioni di “lavoro dipendente”, il numero degli incarichi e l’importo dei compensi percepiti risultante dalla “certificazione unica”. Un altro tema giudicato positivamente dall’A.n.co.t è quello relativo alla modifica della formula degli indicatori elementari di anomalia rispetto all’incidenza dei costi residuali di gestione per le imprese e “l’incidenza delle altre componenti negative nette sulle spese” riguardanti i professionisti. Su questo punto, già nell’estate scorsa sono iniziate le riunioni per la revisione dei primi modelli Isa per l’anno d’imposta 2019. Fin da subito si è potuto constatare il grande lavoro svolto dalla stessa So.Se. nel migliorare e recepire le prime indicazioni ottenute dagli stessi operatori del settore. Purtroppo, per il 2019 avremo solo un primo gruppo di professionisti e imprese che già potranno usufruire di detti aggiornamenti, mentre altri dovranno aspettare il 2020. Si ricorda che il termine della revisione dello strumento è passato da tre, per gli studi di settore, a due anni per gli attuali Isa. Vi è anche da considerare che la commissione ha proposto e votato all’unanimità per una semplificazione riguardante il solo periodo 2019. Tra le varie proposte è stata accettata la soppressione degli “indicatori di anomalia basati su banche dati non fiscali “, sempre per il periodo relativo al 2019», ha aggiunto il presidente Celestino Bottoni, «e a questo punto rimaniamo ancor più fiduciosi e contenti poiché l’Agenzia delle entrate e la stessa So.Se si sono impegnate a rivedere entro dicembre, con la stessa commissione di esperti dette variabili “precalcolate”, anche sulla base dell’invio telematico delle prossime dichiarazioni dei redditi in scadenza entro il 2 dicembre». Proprio per la diversa compliance, e per l’importanza di uno strumento che potrebbe anche aiutare lo stesso imprenditore nella analisi delle proprie performance, è auspicabile che i periodi d’imposta 2018 e 2019 siano considerati di monitoraggio, anche ai fini della selezione di eventuali contribuenti oggi insufficienti. Ciò anche alla luce del coefficiente individuale che, in alcuni casi residuali, ha fatto riflettere gli stessi Commissari. «Il tema degli Isa è stato uno degli argomenti affrontati nel corso del meeting delle professioni organizzato dall’A.n.co.t il mese scorso a Roma», ha concluso il presidente Bottoni, « e il dibattito che ne è scaturito con i rappresentanti politici presenti e con i docenti universitari è stato estremamente costruttivo. La nostra associazione è consapevole dell’importanza del confronto per formulare, nel rispetto delle competenze e dei ruoli di ciascuno, quelle proposte in grado di migliorare il rapporto tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria».

