Ammesso l’immobile nel circolante
Andrea Amantea
In materia di società di comodo e test di operatività, l’inclusione di un immobile nell’attivo circolante e non tra le immobilizzazioni va considerata legittima considerati gli infruttuosi tentativi di vendita che non possono condizionare ex post il giudizio sulla correttezza delle scelte commerciali e contabili del contribuente che vanno invece valutate nel contesto iniziale nel quale sono effettuate. Si è espressa in tal senso la Ctp Reggio Emilia con la sentenza 220-02-19, depositata in data 14 ottobre. Il giudizio espresso dalla Ctp è legato a specifico ricorso proposto da una società contro un avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate in esito di controllo di test di operatività; secondo l’Agenzia, un immobile della ricorrente, non avrebbe partecipato al test di operatività ai fini della formazione dei cosiddetti ricavi presunti, in quanto, a partire dal 2012, maliziosamente iscritto in bilancio tra le rimanenze finali e non tra le immobilizzazioni come inizialmente riportato. L’immobile, pur inserito tra l’attivo circolante, sarebbe stato venduto solo nel 2017 a ristrutturazione finita. Il motivo del contendere è legato alle indicazioni di cui all’Oic 16, in base al quale, le immobilizzazioni materiali che la società decide di destinare alla vendita sono classificate in un’apposita voce dell’attivo circolante se: sono vendibili alle loro condizioni attuali o non richiedono modifiche tali da differirne l’alienazione; la vendita appare altamente probabile alla luce delle iniziative intraprese, del prezzo previsto e delle condizioni di mercato; l’operazione dovrebbe concludersi nel breve termine. I giudici della Ctp hanno accolto il ricorso della società; considerando che i lavori di ristrutturazione di base erano già terminati nel 2009 e che post iscrizione dell’immobile tra le voci dell’attivo circolante, erano state poste diverse iniziative commerciali per la sua cessione, i tentativi infruttuosi di vendita non possono condizionare in negativo le scelte poste in essere dalla società che, correttamente, sulla base delle condizioni al tempo in essere, ha classificato l’immobile nell’attivo circolante escludendolo dunque dal test di operatività.

