I PUNTI CHIAVE
1. Affitti brevi

La pratica di affittare gli appartamenti ai turisti per brevi (o anche brevissimi) periodi di tempo si è diffusa negli ultimi anni sfruttando il volano di portali online come Airbnb e Booking.com. Anzi: la prospettiva di guadagni più elevati ha fatto spostare una parte dell’offerta di appartamenti in affitto dal mercato delle locazioni tradizionali a quello degli affitti brevi. Si tratta di un’attività che per alcuni aspetti è simile a quella alberghiera

2. La prenotazione online

Il contratto di affitto breve viene concluso online, quando il turista prenota il soggiorno. Con il «clic» il futuro ospite accetta la disciplina imposta dalle condizioni generali del portale online e assume un impegno anche nei confronti dell’host

3. Il contratto scritto

In Italia è prassi far firmare al turista, al momento del check in, un contratto scritto. Le ragioni sono soprattutto due: da un lato, tutelarsi nel caso i rapporti con l’ospite degenerassero e poter quindi usare la procedura di sfratto; dall’altro, avere un documento da presentare alla Polizia in caso di controlli per “provare” il tipo di attività svolta. Per evitare problemi, è bene che questo contratto ricalchi il rapporto giuridico già sorto online

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