Affitti brevi a turisti, contratto a Milano

Federico Unnia

Forte dei suoi 11 milioni di visitatori registrati nel 2019, molti dei quali hanno scelto la soluzione di affitto breve di appartamenti o camere, ecco che la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi propone il contratto tipo «Locazione breve di immobili con finalità turistica», sottoscritto con 13 associazioni in rappresentanza del mondo consumeristico e dei proprietari. 


Gli elementi rilevanti del contratto sono la tassa di soggiorno, la presentazione dei documenti per la sicurezza, la scelta di fare l’inventario dei beni in casa, la segnalazione delle «regole pratiche» su temi significativi come fumo, parcheggio, animali, l’obbligo di esibire in casa il regolamento, la gestione della disdetta con il parziale rimborso, la necessità di pulizia e rispondenza alle immagini online, la correttezza e velocità nell’accoglienza e di lasciare liberi i locali nella data e negli orari previsti. Tutti aspetti sui quali possono sorgere contestazioni.


Il contratto è stato redatto anche in tedesco, inglese, cinese e giapponese, fermo restando che in caso di contestazioni faccia comunque fede quello in italiano.


Come stabilito dall’art. 15 del Contratto tipo, in materia di locazione è obbligatorio effettuare un tentativo di mediazione, rivolgendosi al Servizio di mediazione della Camera arbitrale di Milano. 


Questo contratto tipo, primo del suo genere, riguarda un settore in continua crescita. Sono circa 3 mila «home sharing» a Milano Monza Brianza Lodi con oltre 4 mila camere e 10 mila posti letto, di cui 2.488 a Milano con 4.155 camere e 9.534 posti letto. 


Il testo predisposto rientra nell’attività che la Camera di commercio promuovere per elaborare e far applicare regole eque e condivise dove siano più forti i rischi di squilibrio contrattuale. I contratti tipo – una volta emanati – assumono particolare rilevanza, a livello nazionale, quando vengono condivisi da tutto il sistema camerale italiano, per il tramite di Unioncamere.