Cartelle, opposizione anche senza notifica

Debora Alberici

Il contribuente che si oppone alla cartella di pagamento dopo che il fisco è decaduto dall’accertamento non è tenuto a notificare all’Agenzia delle entrate e riscossione.


È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 2480 del 4 febbraio 2020, ha accolto il terzo motivo di ricorso presentato dal contribuente.


Prima di giungere a questa conclusione gli Ermellini hanno chiarito che il contribuente che impugni una cartella esattoriale emessa dal concessionario della riscossione per motivi che attengono alla mancata notificazione, ovvero anche alla invalidità degli atti impositivi presupposti, può agire indifferentemente nei confronti tanto dell’ente impositore quanto del concessionario, senza che sia tra i due soggetti configurabile alcun litisconsorzio necessario. 


In entrambi i casi, la legittimazione passiva spetta all’ente titolare del credito tributario e non già al concessionario, il quale, in presenza di contestazioni involgenti il merito della pretesa impositiva, ha l’onere di chiamare in giudizio il predetto ente, ex art. 39 del decreto legislativo n. 112 del 1999, se non vuole rispondere dell’esito della lite, non essendo il giudice tenuto a disporre d’ufficio l’integrazione del contraddittorio, in quanto non è configurabile un litisconsorzio necessario.


Alla luce di questo principio, considerato che, nel caso di specie, l’opposizione iniziale era stata dal contribuente proposta nei confronti dell’Agenzia delle entrate (Ufficio di Acireale) e questa scelta, non era priva di una radice di natura sostanziale, dal momento che l’opposizione in questione era stata proposta per intervenuta decadenza dal potere impositivo ai sensi dell’art. 25 decreto del presidente della Repubblica n. 602 del 1973, ha errato la Ctr di Palermo nel disconoscere all’Agenzia delle entrate la legittimazione passiva, così disconoscendo la sentenza di primo grado, che era ad essa opponibile, in quanto aveva travolto la pretesa creditoria.


Dello stesso avviso la Procura generale del Palazzaccio.