Bonus mobili, sconti vincolati
Pagina a cura
di Francesco Campanari
Agevolazione da bonus mobili anche per gli acquisti effettuati nel 2020 ma usufruibile solo per chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio 2019. Necessario inoltre che la data di inizio lavori sia precedente l’acquisto dei mobili stessi seppur sia irrilevante che le spese di ristrutturazione (impresa edile, elettricista ecc.) si sostengano prima o dopo quelle sostenute per l’arredo. Sono questi i principali aspetti presenti nell’aggiornata guida fiscale sul bonus mobili ed elettrodomestici pubblicata sul sito dell’Agenzia delle entrate.
Si tratta della detrazione Irpef al 50% prevista per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La misura è concessa per ogni unità abitativa.
Le condizioni del nuovo bonus. È un bonus mobili in chiaro scuro quello prorogato dalla recente legge di bilancio, dato lo stringente vincolo imposto sulla data inizio lavori che, nella fattispecie, non può essere anteriore al primo gennaio 2019 qualora si vogliano detrarre spese per mobili ed elettrodomestici durante l’anno 2020. D’altronde, questo meccanismo riduttivo era già presente lo scorso anno quando si diceva che le spese per arredo sostenute nel 2019 erano detraibili solo se legate a una ristrutturazione iniziata non prima del 2018. Ancora, stesso leitmotiv si era ripetuto due anni prima. A questo punto diventa dunque fondamentale individuare con certezza la data inizio lavori vista la sua importanza rispetto alla detrazione in questione. La guida precisa, in prima battuta, che la stessa può essere dimostrata dalla richiesta di abilitazioni amministrative presentate al comune e necessarie per l’avvio di determinati interventi. In seconda battuta, si può far riferimento alla comunicazione preventiva alla Asl quando la stessa sia obbligatoria per la particolare fattispecie (per esempio se è prevista la presenza di più imprese esecutrici). In ultimo, laddove ci trovassimo nell’ambito di edilizia libera, sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Resta inteso che mai i mobili e gli elettrodomestici potranno essere acquistati prima della data di inizio lavori onde evitare di perdere il diritto alla detrazione. Non è fondamentale invece che le spese inerenti la ristrutturazione edilizia siano sostenute prima o dopo quelle relative all’arredo dell’immobile. In altri termini, non ha importanza se dovessi pagare prima il fornitore degli elettrodomestici rispetto all’impresa edile o all’elettricista che hanno contribuito alla ristrutturazione dell’unità immobiliare.
Gli interventi edilizi che fanno scattare il bonus. Seppur la formula del bonus mobili sia oramai invariata da anni, con il solito tetto massimo di 10 mila euro da ripartire in dieci rate costanti, è fondamentale comprendere quali siano gli interventi a monte che fanno da apripista all’agevolazione in questione. A seconda infatti che l’intervento avvenga su singola abitazione, su parti comuni di edifici o riguardi la ricostruzione o il ripristino di un immobile, cambieranno i lavori con i quali si potrà ottenere anche il bonus mobili. Nel caso di singoli appartamenti per esempio, parliamo di manutenzione straordinaria come qualifica di intervento minimo per poi godere del bonus mobili: la sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale, il rifacimento di scale e rampe o la realizzazione di muri di cinta e recinzioni ne sono degli esempi. La semplice tinteggiatura di pareti o il rifacimento di intonaci (manutenzione ordinaria) non darebbe dunque diritto all’ulteriore bonus mobili. Nel caso invece di parti comuni di edifici residenziali la qualifica di intervento sarà meno stringente in quanto sarà sufficiente una semplice manutenzione ordinaria per beneficiare dell’ulteriore agevolazione sugli arredi. Ancora, scatterà il bonus laddove vi sia una ricostruzione o il ripristino di un immobile in seguito a danneggiamento da eventi calamitosi o laddove vi sia un restauro, un risanamento conservativo o una ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati eseguiti da imprese che nei successivi 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile.
Gli acquisti agevolabili. La detrazione spetta per due categorie di beni: i mobili nuovi e gli elettrodomestici nuovi. Nel primo caso, la guida da un elenco esaustivo dei beni che rientrano in tale categoria vale a dire letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione escludendo unicamente l’acquisto di porte, di pavimentazioni, di tende e tendaggi e di altri complementi di arredo.
Nel caso invece di elettrodomestici nuovi, parliamo di frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. In tal caso, la classe energetica rilevabile dall’etichetta energetica non deve essere inferiore alla A+ (nel caso di forni e lavasciuga A o superiore). Se alcuni elettrodomestici non abbiano l’etichetta in quanto non ne sia previsto l’obbligo, l’acquisto sarà comunque agevolabile.

