Assemblee sospese dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia
Ordinanze regionali quasi tutte molto rigorose sui divieti di «riunione»
Le ordinanze delle maggiori Regioni del Nord parlano chiaro: niente «riunioni» nei luoghi pubblici o privati. Tra i molti divieti, questo è talmente generale che fa persino dubitare della legittimità di un invito a cena per una decina di amici ma sicuramente è riferibile a un’assemblea di condominio.
Da domenica migliaia di amministratori condominiali, una volta resisi conto della situazione, hanno iniziato a mandare raffiche di disdette delle assemblea già convocate (magari anche per ieri). E hanno fatto bene.
Le ordinanze delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia, che, come previsto dal Dl 6/2020, sono state varate dalle Regioni d’intesa con il ministero della Salute nel corso di domenica scorsa, usano una formulazione molto simile: «sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;».
Per chi disobbedisce, arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro.
In Lombardia,Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia vanno quindi rinviate tutte le assemblee da parte degli amministratori condominiali. In Liguria e nelle Province di Trento e Bolzano, invece, divieti così restrittivi non sono previsti. Nessuna ordinanza in Val d’Aosta.
Anche le associazioni di categoria, a partire da Anaci (che ha anche sospeso corsi, manifestazioni ed eventi di ogni tipo) ma anche Abiconf, Anammi, Anapic, e Fna-Federamministratori, hanno invitato al rinvio delle assemblee.
Tra l’altro, le assemblee che dovessero coinvolgere persone impossibilitate a partecipare perché provenienti da zone in cui siano in atto le misure di contenimento sarebbero comunque da evitare, perché la delibera assembleare sarebbe probabilmente annullabile.

