Atti notarili bloccati in Lombardia
Atti notarili bloccati. L’emergenza coronavirus si ripercuote anche sull’attività dei notai lombardi di zona rossa e zona gialla,e gli studi in pratica si fermano. Sebbene, come recita la legge notarile, i professionisti non possono abbandonare lo studio in caso di malattie epidemiche e contagiose pena la destituzione, in realtà hanno il lavoro praticamente azzerato.
Da una ricognizione di Federnotai lombardia, associazione sindacale dei notai lombardi, hanno ricevuto segnalazioni dagli iscritti (40 gli studi che hanno risposto) per cui solo in alcuni studi sono stati rinviati una parte degli atti previsti, mentre nella maggior parte il rinvio ha riguardato la totalità degli atti in agenda. Solo una minoranza non ha sentito ripercussioni all’attività. Alcuni si sono organizzati spostando la registrazione in altre regioni se la controparte lo era e quindi lo rendeva possibile. Un importante operazione spostata da Milano a Roma.
I procuratori speciali provenienti da altre regioni, intimoriti dall’allarme, non si sono presentati agli atti. Dal 24 febbraio negli studi della zona rossa non è stata affidata nessuna nuova pratica, neanche via telefono. E con il passare dei giorni questo andamento sta diventando sempre più intenso e costante, tanto che Federnotai ha portato la situazione all’attenzione di Confprofessioni e della Regione Lombardia. Più in generale ieri anche il consiglio nazionale dei dottori commercialisti di Milano Marcella Caradonna ha rinnovato la appello che «anche Milano e tutte le “zone gialle” si trovano in difficoltà così serie da non poter essere ignorate». Per la Caradonna limitare gli interventi di supporto solo alla “zona rossa” potrebbe generare effetti sociali di notevole entità. «Speriamo, quindi», conclude la Presidente Caradonna, «che il governo ci ascolti e predisponga una estensione del pacchetto di interventi anche alla “zona gialla”

