CREDITO D’IMPOSTA CANONE DI LOCAZIONE
Un ristorante ha un contratto di locazione che prevede l’utilizzo di un locale di circa 365 mq, categoria C1, su due piani con annesso cortile di circa 300 mq. censito al catasto terreni senza una esplicita suddivisione del canone di locazione rispetto i due cespiti. Nel corso del 2019 i proprietari decidono il frazionamento dei due piani in due distinte u.i., entrambe C1, inglobando il cortile nell’u.i. nascente a piano terra. Come godere del credito di imposta 60% del canone di locazione: al 100% dato che il cortile è stato soppresso perché inglobato in una delle u.i. C1 e comunque da sempre asservito; rapportarlo comunque alle originarie rendite catastali dell’unica u.i. C1 e del terreno come risultanti nel contratto di locazione stipulato?
Risponde Andrea Bongi
Nel caso esposto dal lettore risulta evidente che allo stato attuale esiste una discrepanza fra la realtà fattuale e quella contrattuale.
Tuttavia, al di là di ciò che è riportato nel contatto di locazione, il canone riferito alla mensilità di marzo 2020 – al quale fa espressamente riferimento l’articolo 64 del decreto legge n.18 del 17 marzo 2020 – è riferito a due unità catastali entrambe censite in categoria C/1.
In tale situazione, a parere di chi scrive, non vi sono ostacoli circa il conteggio del credito d’imposta in misura pari al 60% del canone complessivo senza necessità alcuna di dover procedere alle originarie rendite catastali ad oggi non più aderenti alla realtà.

