Il 16 giugno scade il termine dell’acconto Imu, ma alcuni Comuni hanno fatto slittare la data. Si lavora a sconti sulla tassa rifiuti. Ma non per le famiglie.

Si avvicina la data del 16 giugno entro la quale, almeno in teoria, bisogna pagare l’acconto dell’Imu che, da quest’anno, comprende anche la Tasi. Tuttavia, l’emergenza coronavirus ha condizionato il calendario relativo al versamento dei tributi locali, inclusa la Tari. La scadenza viene mantenuta quasi ovunque, ma in alcune città è stata spostata. Così, il cittadino si chiede quando si pagano queste tasse e se sono stati applicati eventuali sconti.

Quella che presenta maggiore omogeneità da questo punto di vista è l’Imu. I Comuni insistono sul fatto che l’acconto viene fissato a livello nazionale e che il Governo non ha detto alcunché sul fatto che il 16 giugno non si debba pagare l’acconto dell’imposta sugli immobili. L’unica indicazione arrivata da Palazzo Chigi riguarda l’esonero dalla prima rata dell’Imu per il settore del turismo, quindi per alberghi, stabilimenti balneari, bed & breakfast, ecc. Va detto, però, che l’ultima legge di Bilancio permette agli enti locali di applicare una proroga in situazioni particolari, come certamente lo è l’emergenza coronavirus ancora in corso.

Pochi, però, i capoluoghi in cui si potrà rimandare l’acconto. Il Comune di Venezia, ad esempio, l’ha spostato al 16 luglio, Taranto sta per annunciare un rinvio al 16 settembre per le famiglie e al 16 dicembre per le imprese che hanno subìto il danno del lockdown. Bari e Messina valutano una moratoria di interessi e sanzioni. Roma, infine, ha sospeso fino all’ultimo giorno di settembre l’invio degli avvisi di accertamento. Va ricordato, comunque, che grazie al ravvedimento sarà possibile sanare eventuali ritardi con una sanzione minima ridotta anche dopo un anno dalla scadenza.

Per quanto riguarda la Tari, si lavora ancora sulla revisione delle tariffe. Non tanto per le famiglie, per le quali restano le cifre stabilite prima della crisi sulla base della loro situazione economica e sociale, quanto per aziende ed esercenti. Bologna, ad esempio, ha appena approvato una delibera in virtù della quale ci sarà una riduzione del 25, 40 o 50% per le utenze non domestiche penalizzati dall’emergenza Covid. Si parla, dunque, di aziende, negozi, botteghe, circoli culturali o sportivi, ma anche del Terzo settore, con nuove scadenze.

Sconti per le attività danneggiate anche a Firenze, mentre Milano potrebbe ridurre la quota variabile. Roma dovrebbe approvare le agevolazioni sulla tassa rifiuti entro il 31 luglio, dopo che avrà valutato l’impatto degli aiuti sul proprio bilancio. Nemmeno Napoli ha deciso ancora qualcosa in proposito: il Comune attende che vengano definiti i trasferimenti dello Stato per le minori entrate tributarie.

È una questione di bilanci, insomma. L’Anci è preoccupata per i conti: i Comuni, dice l’associazione che li rappresenta, possono contare su 3 miliardi a ristoro del minor gettito e poco altro su singole voci, a fronte dei 7 miliardi che non incasseranno, secondo stime realistiche. Se i soldi promessi dal Governo non arrivano entro luglio – avverte l’Anci – ci sarà da mettersi le mani nei capelli.