oggetto una pluralità di immobili appartenenti a diverse categorie catastali (compresa la categoria c/1) per i quali è previsto un canone di locazione unitario, possono fruire del credito d’imposta solamente nella quota relativa agli immobili censiti con categoria c/1, ossia botteghe e negozi.
La parte di canone riferibile a tale quota viene determinata in proporzione alla rendita catastale attribuita agli immobili.
È la risposta ad interpello n. 321 dell’Agenzia delle entrate, che ha richiamato la disciplina di cui al decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 (decreto Cura Italia), che ha introdotto, in virtù dell’articolo 65, un credito d’imposta a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020 di immobili rientranti nella categoria catastale c/1 (che è il prerequisito per l’accesso al credito). Nella fattispecie, il conduttore è firmatario di un contratto di locazione avente ad oggetto una pluralità di immobili appartenenti a diverse categorie catastali per i quali è previsto un canone di locazione unitario, con due immobili accatastati nella categoria c/1. Secondo l’Agenzia, la fruizione del credito è consentita esclusivamente in relazione ai due immobili censiti nella categoria c/1 e la relativa parte di canone deve essere determinata in proporzione alla rendita catastale attribuita agli immobili.

