Il credito? Posso cederlo in rete
Internet scende in campo sulla cessione dei crediti di imposta del 110%. Si sta, infatti, venendo a creare una sorta di piazza virtuale in cui scambiare crediti fiscali, in quanto si stanno diffondendo in rete alcuni marketplace quale punto di incontro fra seller e buyer, venditori e acquirenti, che in questo modo ottengono reciproci vantaggi. Da un lato, i cedenti del credito possono ottenere liquidità e incassarla sull’immediato, dall’altro lato, gli acquirenti sono in grado di comprare i crediti d’imposta ceduti a un prezzo scontato, risparmiando su quanto dovuto all’Erario.
Tra le nuove iniziative che vanno in questa direzione c’è quella lanciata da Workinvoice e Crif, in collaborazione con PwC, i quali hanno concepito il primo mercato digitale per lo scambio di crediti fiscali nell’ambito del superbonus. Le due aziende, tra i big rispettivamente, nello scambio di crediti commerciali e nei sistemi di informazioni creditizie (Sic), hanno infatti creato un marketplace in cui, a breve, sarà possibile cedere e acquistare, come credito di imposta, le detrazioni fiscali previste dalla normativa, creando, per la prima volta, un mercato dedicato ai crediti fiscali (ora aperto a quelli riferiti all’ecobonus, in futuro anche ad altre tipologie). Advisor tecnico e fiscale sarà PwC, network che, a livello internazionale, è specializzato nei servizi di revisione, consulenza legale e fiscale, che si occuperà di verificare la conformità dei crediti presenti nella piattaforma digitale. Quest’ultima sarà quindi come un mercato secondario, in quanto i crediti fiscali qui ceduti avranno già passato il vaglio delle asseverazioni tecniche e dei visti di conformità richiesti dalla normativa. Requisiti, quest’ultimi, che certificheranno il rispetto degli elementi tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, oltre che la conformità dei dati relativi alla documentazione.
«Ci aspettiamo che i due principali seller, ossia cedenti, nella nostra piattaforma siano le imprese di costruzione e le banche» spiega a ItaliaOggi Sette Matteo Tarroni, founder e ceo di Workinvoice, «le prime perché hanno un interesse preciso e immediato a ottenere la monetizzazione istantanea del credito. Così come i piccoli istituti di credito locale, che a loro volta hanno concesso finanziamenti alle imprese o ne hanno acquistato i bonus». E infatti, i soggetti maggiormente interessati alla vendita del credito sia per trasformarlo in liquidità sia perché in assenza di sufficienti debiti fiscali da compensare sono le società di costruzioni e la relativa filiera, che ottengono il credito come contropartita degli interventi agevolabili; le banche e gli altri intermediari finanziari, che acquistano il credito dalle persone fisiche che lo hanno maturato, oppure lo ottengono come contropartita dei finanziamenti erogati per far fronte alla necessità di capitale circolante delle aziende costruttrici. Dall’altra parte del marketplace, i buyer, cioè coloro che comprano i crediti fiscali, secondo Tarroni, si identificano soprattutto in «chiunque paghi le tasse o abbia reddito imponibile», vale a dire società, assicurazioni, banche e fondi di investimento interessati all’acquisto al fine di ottimizzare il proprio carico fiscale, risparmiando sulle tasse così come sui contributi previdenziali dei propri dipendenti.
Luogo di incontro fra venditori e acquirenti sarà appunto la piattaforma digitale, che ora è ancora al suo stato embrionico, ma che permetterà, tramite un processo di onboarding digitale, cioè di reclutamento digitale, di registrarsi al sistema, divenire oggetto delle verifiche del caso (da parte di PwC e Cribis, società del gruppo Crif specializzata nelle informazioni commerciali sulle aziende), ottenere le credenziali di accesso e caricare i propri crediti nel portafoglio digitale del marketplace. A questo punto, la logica di mercato farà il resto, a partire dal prezzo di vendita: «All’inizio potrebbe partire al ribasso rispetto al prezzo di acquisto dei crediti che viene attualmente proposto dalle banche sul mercato primario, a causa di un possibile scostamento fra la domanda e l’offerta» chiarisce ancora Tarroni, «e quindi si vedranno in prevalenza le proposte di cessione rispetto a quelle di acquisto». Una nuova possibilità di sviluppo, dunque, in cui tutto il processo di compravendita e di verifica avverrà interamente online seguendo le regole di mercato. La piattaforma, anticipa Tarroni, «sarà operativa non appena il legislatore chiarirà concretamente il modo in cui dovranno avvenire i trasferimenti di credito fra i soggetti. Si dovrà pazientare ancora un po’, dato che la tecnologia c’è ma l’ecobonus ancora no».
Al contrario, è già realtà l’esperienza di Txc Taxchange, piattaforma fintech che è stata lanciata a gennaio 2020 dal broker Bruno Lorenzelli e pensata per supportare il sistema fiscale e bancario italiano attraverso la possibilità, per le aziende pubbliche e private, di monetizzare i crediti d’imposta relativi a Iva, Ires e Irap. Proprio nei giorni scorsi, Taxchange ha eseguito la prima transazione in piattaforma di un credito fiscale Iva da parte di una società italiana attiva nel settore dei diagnostici in vitro. In questo caso, l’iter di cessione del credito avviene, sulla base di un’asta competitiva: la banca canalizza i potenziali clienti che sono interessati a vendere i propri crediti all’interno del marketplace fornito da Taxchange; successivamente, la piattaforma avvia il processo di onboarding dei clienti, ossia di inserimento, così come la due diligence del credito fiscale, in modo tale da affiliare i clienti e inserire i relativi crediti fiscali all’interno del marketplace per i buyer. I processi di due diligence dei crediti fiscali, cioè la loro verifica, e la definizione del rischio della controparte avviene simultaneamente e la piattaforma fornisce, utilizzando i propri modelli, un punteggio e un rating. A questo punto, i documenti e la due diligence vengono messi a disposizione degli acquirenti per 10 giorni prima della quotazione all’asta (della durata di tre giorni) e la piattaforma fornisce un prezzo base, oltre che un prezzo a pronti. Ora, gli acquirenti esterni o la stessa banca acquistano, tramite la piattaforma, i crediti fiscali secondo il proprio profilo di rischio o dell’asta competitiva e la piattaforma provvede a raccogliere i pagamenti per conto degli acquirenti. Dopo tre giorni, l’asta viene chiusa e il credito fiscale viene aggiudicato alla migliore offerta. Il seller incassa quindi la liquidità da parte dell’acquirente; infine, l’ultima fase prevede la ripartizione delle commissioni fra la piattaforma e la banca.
Lo scambio di crediti fiscali online ha già il suo mercato, mentre per quanto riguarda la grande sfida rappresentata dalla cessione dei crediti del superbonus, si dovranno attendere disposizioni normative e chiarimenti pratici, ma è possibile azzardare che i numeri potranno essere consistenti.

