Ravvedimento operoso 
per gli errori formali 
nelle asseverazioni
Prevedere una forma di ravvedimento operoso per gli adempimenti formali e non dolosi, in modo da mitigare i rischi nel caso di asseverazioni dei professionisti. Rendere il superbonus un incentivo strutturale. Semplificare, riducendo il numero di asseverazioni da fare, che oggi ammontano a 30. Sono queste le principali proposte avanzate ieri dal presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Armando Zambrano e il presidente del Consiglio nazionale dei geometri e dei geometri laureati Maurizio Savoncelli, intervenuti ieri in audizione alla Camera per presentare le proposte che la Rete delle professioni tecniche ha presentato sull’incentivo introdotto dal decreto Rilancio. «Il superbonus», le parole del presidente Cni Zambrano, «sarà un elemento determinante per avviare un processo di risparmio energetico atteso da tempo in questo paese. Inoltre, permetterà di avviare un reale piano di prevenzione sismica». «Le asseverazioni», le parole di Savoncelli, «passano da un contatto diretto con gli uffici, visto che i comuni non hanno digitalizzato tutto il patrimonio edilizio. Per poter visionare i vecchi progetti dobbiamo andare negli uffici e se li non c’è nessuno che ci può accogliere si blocca tutto. Stessa cosa per le rettifiche. L’allungamento dei tempi è assolutamente necessario, vista anche l’emergenza. È importante che i tempi vengano definiti velocemente anche per non disincentivare i cittadini, dando loro più sicurezza. Infine, c’è un tema che è quello legato alle competenze delle istituzioni e il rispetto dei ruoli: è strano vedere l’Agenzia delle entrate che definisce cosa sia un cappotto termico. È necessaria quindi una sintesi tra gli enti, magari arrivando aun testo unico sulla misura»