DOMANDE D & R RISPOSTE
Ho acquistato una villetta indipendente nel dicembre 2018. La casa era dotata di Ape, eseguita nel 2016. Nel 2020 ho cominciato ad eseguire dei lavori di ristrutturazione (pesante) e ora sono nella fase di fare cappotto, serramenti, fotovoltaico, pompa di calore. Avendo avuto un’Ape in corso di validità a inizio lavori,non dovevo fare nulla?
Il problema riguarda molte situazioni analoghe, in cui l’Ape dell’immobile risale a qualche anno prima. L’articolo 110, comma 3, del Dl 34/2020 si limita a stabilire che complessivamente gli interventi eseguiti devono assicurare «il miglioramento di almeno due classi energetiche» ovvero, se ciò non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape), prima e dopo l’intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. La circolare 24/E/2020 sul punto si limita a richiamare il testo di legge, quindi, in assenza di un intervento di prassi che specifichi temporalmente che cosa significhi un «Ape prima dell’intervento», non resta che osservare che gli Ape hanno una validità fino a dieci anni e, quindi, in teoria anche quello del lettore dovrebbe essere utile allo scopo. (Alessandro Borgoglio)
Un mini-condominio composto da tre abitazioni con relativi box, un magazzino, un negozio tutti detenuti in comproprietà da sette eredi e da un negozio detenuto da un unico proprietario terzo rispetto agli eredi, può usufruire del 110%?
La risposta è positiva, se si tratta di un edificio composto da più unità immobiliari con parti comuni. In questo caso si configura giuridicamente un condominio, il quale può intervenire sulle parti comuni dell’edificio.
Se eseguiti congiuntamente ai predetti interventi, sono agevolati al 110% anche quelli trainati nelle singole abitazioni.

