Il 110% senza equo compenso

Il superbonus non rispetta l’equo compenso. Grandi aziende e general contractors stanno infatti «manifestando la tendenza al coinvolgimento dei professionisti dietro la corresponsione di compensi non adeguati». È l’allarme lanciato ieri dalla Rete delle professionisti tecniche, tramite una nota in cui si comunica anche l’avvenuta definizione delle modalità operative per il nucleo di monitoraggio dell’equo compenso, stilate in «un’importante riunione in videoconferenza tra il Ministero della giustizia e la Rete delle professioni tecniche». 


In occasione dell’incontro, la Rete «ha sottolineato la grande attesa da parte degli iscritti agli ordini e collegi professionali aderenti nei confronti del monitoraggio sull’equo compenso». Soprattutto perché, come si legge nella nota, «con particolare riferimento all’applicazione della normativa relativa al Superbonus 110%, grandi aziende e general contractors stanno manifestando la tendenza al coinvolgimento dei professionisti dietro la corresponsione di compensi non adeguati. Gli stessi soggetti approfittano del meccanismo per trattenere cifre fino al 40% degli importi complessivi per attività non sempre effettivamente svolte».


Un altro aspetto sottolineato dalla Rete è l’atteggiamento ambiguo della Pubblica amministrazione per quanto riguarda il rispetto della normativa sull’equo compenso. Anzi, in alcuni casi l’atteggiamento della Pa «si pone in contraddizione con l’applicazione del principio dell’Equo Compenso, come dimostra l’ultimo pronunciamento del Tar, in questo caso di Milano, che ha dichiarato legittimo che un professionista esegua una prestazione gratuitamente per la Pa in cambio di pubblicità. In questo senso la Rete ha chiesto al ministro Bonafede di dare un segnale forte».


Per quanto riguarda le linee guida operative, a seguito della riunione sono stati attivati i nuclei territoriali di monitoraggio che hanno il compito di effettuare «un primo screening delle segnalazioni che denunciano la mancata applicazione dell’equo compenso». Di comune accordo col ministero, è stato deciso inoltre che le schede di segnalazione, opportunamente compilate, saranno inviate al Nucleo centrale e saranno raccolte in una banca dati. Sulla base delle informazioni in essa contenute, in accordo col Protocollo d’intesa firmato con la Rpt lo scorso luglio, il ministero provvederà a segnalare le violazioni all’Autorità garante per la concorrenza e a sollecitare i diretti interessati ad adeguarsi alla normativa. Qualora lo ritenesse opportuno, il ministero può sollecitare opportune iniziative legislative. Il ministero e la Rpt si riuniranno nuovamente a fine mese per verificare il corretto andamento dell’attività di monitoraggio.