Interventi trainanti più ampi
Rendere gli interventi del sismabonus trainanti per tutti gli interventi interessati dal superbonus. È la proposta accolta dal ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. A presentargliela il Consiglio nazionale degli ingegneri, il cui presidente Armando Zambrano ha avuto un incontro istituzionale via web con il ministro. Per prima cosa è stata «condivisa l’urgenza di prorogare gli incentivi almeno fino al 2023, allo scopo di concedere il tempo minimo necessario per progettare ed eseguire le opere ed avvalersi, dunque, dei relativi benefici fiscali», come si legge nella nota del Cni. Zambrano ha poi portato all’attenzione del ministro una serie di proposte, tra cui quella di ampliare il perimetro degli interventi «trainabili»: «Il ministro», le parole di Zambrano, «ha ascoltato con interesse la proposta di rendere trainanti gli interventi previsti dal sismabonus, per tutti gli interventi assicurati dagli altri incentivi (ecobonus, ecc.) per avviare quel Piano nazionale di prevenzione sismica che garantisca soprattutto la sicurezza dei cittadini e degli edifici e che consentirà, nel medio periodo, grandi risparmi per il paese, che in media spende oltre 4 miliardi di euro l’anno per riparare i danni da terremoti. Per questo occorre incentivare gli interventi di monitoraggio delle costruzioni, ma anche la diagnostica sismica finalizzata a verificare la sicurezza di ogni edificio, sulla base di una certificazione basata sui criteri di classificazione sismica».
Un altro degli aspetti sottolineati durante l’incontro è stata la necessità di arrivare a definire un testo unico degli incentivi nel campo dell’edilizia «fondamentale per la ripresa economica del paese, onde raccogliere e rendere organiche tutte le norme e consentire una più semplice e rapida applicazione». Un altro aspetto fondamentale, sempre secondo il Cni, è quello di affidare a un unico soggetto «che potrebbe essere la commissione di recente istituita presso il MIt con la presenza anche degli operatori del settore» per centralizzare le risposte «ai tanti dubbi interpretativi sottoposti dalle istituzioni».
In ultimo, Zambrano ha anche parlato di normazione tecnica. Secondo il presidente Cni è necessario potenziare le attività del’Uni per «ritrovare nella normazione tecnica quello strumento determinante per accompagnare il rilancio del sistema paese». A questo proposito, è stato chiesto di assicurare il contributo annuale previsto dalle norme vigenti a tale organo.
Ulteriori approfondimenti, infine, sono stati svolti circa il ruolo degli ingegneri nelle imprese private e nel sistema sanitario nazionale con particolare attenzione ai nuovi compiti affidati agli ingegneri biomedici.

