Moratoria mutui, famiglie in offside
Il mancato rinnovo della moratoria di finanziamenti e prestiti scaduta lo scorso 30 settembre mette in crisi le famiglie che si trovano in difficoltà economica a causa della seconda ondata della pandemia. Il mancato rinnovo della sospensione del rimborso dei finanziamenti è un problema che tocca potenzialmente sia chi ha ottenuto il prestito prima dell’inizio della pandemia, ma non ha presentato domanda di sospensione entro il 30 settembre, sia la famiglia che spinta dalla necessità o dai segnali di miglioramento, ha ottenuto il finanziamento in estate e ora a causa delle nuove restrizioni, è in difficoltà col rimborso delle rate.
Molto più sostenibile invece la situazione di coloro che, pur in difficoltà economica, hanno approfittato della moratoria prevista dal decreto Cura Italia (n. 18/2020, convertito dalla legge 27/2020), usufruendo a suo tempo della sospensione di mutui e prestiti. Il problema è emerso in seguito ad un’indagine condotta da Facile.it e Prestiti.it, secondo cui da aprile a fine settembre sono state circa 541 mila le famiglie in difficoltà che, grazie alle moratorie Abi e Assofin, sono riuscite a sospendere le rate di prestiti personali e finalizzati fino a 12 mesi. Secondo dati ufficiali Assofin, è di oltre 70 mld di euro il volume dei finanziamenti concessi ogni anno nell’ambito del credito al consumo italiano; il controvalore economico dei prestiti «sospesi» grazie alle due moratorie scadute e non rinnovate è stato pari a 24 miliardi di euro. Secondo Bankitalia, le domande delle famiglie hanno riguardato prestiti per 96 mld di euro. Le banche hanno ricevuto circa 218 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al c.d. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’Abi e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 550 mila adesioni, per circa 25 mld di prestiti.
La moratoria del «Cura Italia». Il decreto legge «Cura Italia» (n. 18/2020, convertito nella legge n. 27/2020) ha dato possibilità alle famiglie di richiedere la sospensione del mutuo per un massimo di due volte e 18 mesi complessivi, prorogandone così la scadenza. Tra i beneficiari, non solo chi ha subito la riduzione dell’orario o la sospensione dal lavoro in seguito all’allarme Covid, ma anche, e per un periodo di 9 mesi, autonomi e liberi professionisti che hanno autocertificato di aver registrato «in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data», una riduzione del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019 causa Covid-19. Per la richiesta di sospensione non era necessario presentare il modello Isee.
Chi è rimasto fuori. Poiché è stato possibile richiedere la sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui e dei prestiti fino al 30 settembre e non essendo state disposta alcuna proroga, ad oggi non esistono misure specifiche a supporto di quei privati che non avevano chiesto la moratoria (in quanto ritenevano di non averne bisogno) e di coloro che hanno acceso finanziamenti dopo la scadenza del 30 settembre. Mentre i soggetti che hanno presentato la domanda di moratoria last-minute continuano a usufruire della coda della sospensione, le famiglie che, spinte dalla necessità o dai segnali di miglioramento, hanno ottenuto il finanziamento prima del 30 settembre 2020, sono in difficoltà con il rimborso delle rate a causa delle nuove restrizioni dettate dai recenti dpcm.

