La burocrazia frena il 110%
Arischio gli effetti economici del 110%. Il superbonus potrebbe portare, infatti, a un aumento che va dai 600 ai 900 milioni di euro degli investimenti. E questo solo per gli interventi trainanti, che oggi valgono complessivamente circa 1 miliardo e 850 milioni e che dovrebbero aumentare almeno di un terzo fino alla metà. Le difficoltà burocratiche, tuttavia, rischiano di far diminuire di molto gli effetti benefici dell’incentivo; basti pensare che solo gli ingegneri hanno già ricevuto più di 400 mila richieste di chiarimenti dai proprietari degli immobili. I dati sui possibili effetti del superbonus 110% sono stati raccolti dal centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), che ieri ha diffuso un report sul valore di mercato degli investimenti per interventi di risparmio energetico e per la mitigazione del rischio sismico con gli incentivi dell’ecobonus e del sismabonus. Sulla base di questi numeri sono state prodotte delle stime sugli effetti del Superbonus e le possibili insidie che si potranno trovare nei prossimi mesi. In merito a eco e sismabonus, il valore di affari attualmente generato è di 3,4 miliardi di euro l’anno. «Una cifra considerevole che testimonia il particolare favore che soprattutto gli interventi per l’efficientamento energetico incontrano tra i proprietari di immobili», si legge nella nota del Cni. «Negli ultimi sei anni il solo Ecobonus ha attivato una spesa di oltre 20 miliardi di euro. Nel periodo 2017-2018 il Sismabonus si stima abbia attivato una spesa di oltre 170 milioni di euro, e si prevede che nel 2019 la spesa possa essere stata di almeno 70 milioni». Il Consiglio nazionale passa poi in rassegna le stime per quanto riguarda gli interventi trainanti: ad oggi, la spesa annua per la coibentazione dell’involucro (inclusi quindi gli interventi del così detto cappotto termico) si attesta a poco più di 800 milioni di euro; quella per gli impianti termici/impianti di condizionamento si attesta a poco più di 750 milioni di euro mentre la riqualificazione globale degli edifici e gli interventi sui condomini (che comprendono in larga misura gli interventi trainanti) generano 300 milioni di euro l’anno. Per il Cni «è lecito chiedersi se il Superbonus possa far aumentare di almeno un terzo o della metà gli investimenti trainanti». Questo anche visto che sono 9 milioni le famiglie interessate e più di 50 mila gli ingegneri che intendono operare con la misura. Per come strutturato oggi, secondo gli ingegneri, il 110% farà molta fatica a raggiungere questi obiettivi. Per prima cosa visto l’intervallo temporale, ovvero la scadenza del 31 dicembre 2021. «Trattandosi in alcuni casi, specie nei condomini, di interventi complessi e impegnativi, ogni decisione richiede del tempo. È evidente inoltre che il primi lavori con i Superbonus forse entreranno a regime non prima di marzo-aprile 2021. Occorre pensare, dunque, ad un arco di vigenza che arrivi almeno fino al 2025».