Sulla cessione crediti pressing per un rinvio della scadenza del 7 aprile.
Cessioni crediti edilizia, pressing per una proroga della scadenza del 7 aprile. Ma il percorso è a ostacoli, incombono milioni di precompilate in cui inserire i dati per evitare duplicazioni nelle detrazioni per le quote del 2021. La proroga potrebbe trovare spazio nel decreto Sostegni al vaglio del Senato, ma al momento lo scenario è di valutazione della fattibilità dell’intervento (si veda ItaliaOggi dell’8/3/22) alla luce della ripresa dell’attività di acquisizione crediti che procede a rilento per lo smaltimento dopo il periodo di blocco.

Mentre si lavora agli emendamenti al decreto Sostegni ter in materia. In particolare spiega a ItaliaOggi Agostino Santillo, senatore M5S: «Siamo al lavoro per Incrementare la possibilità di cedere i crediti d’imposta, anche prevedendo un ulteriore passaggio tra banche e loro clienti». Il problema segnalato da molte imprese e contribuenti è che con la ripartenza dell’attività da parte di Poste, la società non accetta più crediti successivi al primo cessionario creando nuovi stop alla gestioni delle cessioni. Si proverà nel decreto sostegni a riaprire le cessioni senza limiti con una sorta di sigillo sul cessionario originario in modo da poter risalire la catena. Inoltre spiega Santillo si punta a: «Superare la previsione di uno stato avanzamento lavori al 30%, oggi fissato al 30 giugno 2022, per consentire alle case monofamiliari di fruire del Superbonus fino a fine anno». Non solo. Nelle ipotesi allo studio che attendono il parere favorevole del ministero dell’economia arriva anche la previsione di sanzioni più proporzionate alle effettive responsabilità degli asseveratori per evitare che errori lievi vengano puniti in modo da scoraggiare le stesse procedure di asseverazione. Sempre in tema sicurezza e contrasto alle frodi si intende prevedere, come nei lavori pubblici, un’attestazione SOA per le imprese che eseguono lavori da Superbonus, almeno per importi elevati (oltre i 516mila euro), ma a partite dall’anno prossimo e dando il tempo alle imprese di avviare la procedura di attestazione.

Intanto ieri in Senato si è tornati ad affrontare la questione cessioni crediti e frodi in particolare sulla gestione di cassa depositi e prestiti. Rispondendo all’interrogazione di Andrea de Bertoldi, (Fdi) il ministero dell’economia ha confermato che successivamente ai sequestri e alle indagini della Guardia di finanza è stato eseguito il blocco dei crediti ceduti sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate con conseguente riduzione per pari importo del plafond di crediti fiscali compensabili nei rispettivi cassetti fiscali dei cessionari.

«In tale contesto», si legge nella nota, «CDP ha sospeso l’accettazione di nuovi crediti e sta continuando a gestire le richieste di cessione già pervenute».

Prima del blocco ricorda il ministero dell’economia che Cdp ha acquisito la documentazione tecnica e fiscale richiesta dalla normativa al beneficiario dell’agevolazione titolare originario del credito nonché altre verifiche di regolarità/conformità, anche avvalendosi di soggetti esterni.

»A seguito dell’emanazione del decreto-legge 11 novembre 2021, n. 157 (c.d. decreto-legge Anti-frodi), CDP», ricorda il ministero, «ha sospeso temporaneamente l’operatività in esame per il tempo necessario ad approfondire e adeguare tale operatività alla normativa sopravvenuta».

Ora spiegano dal ministero dell’economia in relazione all’evoluzione della situazione ed alla luce del citato decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 13, CDP si rende disponibile a valutare la riattivazione dei canali funzionali alla ricezione di nuove richieste di cessione da parte delle imprese.

italiaoggi