IN GAZZETTA IL DECRETO ISTITUTIVO. MILLE EURO DI MULTA AL FUNZIONARIO CHE NON CARICA LE INFO
Schedati abusi e illeciti edilizi
Nasce la banca dati nazionale dell’abusivismo edilizio (Bdnae). Nel data base saranno censiti tutti i manufatti abusivi presenti sul territorio italiano. Oltre a schedare gli edifici celati al catasto e gli ampliamenti di immobili realizzati senza autorizzazione, la banca dati ha anche l’obiettivo di facilitare la programmazione e il monitoraggio degli interventi di demolizione da parte dei comuni, così come l’accesso degli stessi enti locali alle risorse del fondo appositamente costituito per sostenere gli interventi demolitori. Interventi per il cui monitoraggio sarà costituita una apposita sezione nel data base, che dovrà essere aggiornata con cadenza quantomeno trimestrale.
Il tutto è previsto da un decreto del ministro delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili (Mims), datato 8 febbraio 2022 (si veda quanto anticipato da ItaliaOggi l’11 febbraio 2022); il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2022, nasce per raggiungere cinque target, funzionali alle pubbliche amministrazioni per censire e gestire i fabbricati fantasma e ogni sorta di abuso edilizio realizzato nel paese. E cioè:
• tutelare la corretta gestione, la sicurezza e la riqualificazione del territorio;
• rendere disponibili alle p.a. i dati sull’abusivismo;
• integrare ed omogeneizzare le informazioni presenti presso le singole amministrazioni;
• facilitare le demolizioni delle opere abusive da parte dei comuni e, come detto, semplificare la gestione del fondo istituito con l’art. 1, comma 26, della legge n. 205/2017 (manovra per il 2018), rifinanziato con 15 mln di euro dalla manovra 2022
Ma andiamo con ordine, chiarendo fin da subito che l’accesso alla Bdnae per i soggetti abilitati avverrà tramite solo sistema pubblico per l’identità digitale (Spid).
La Banca dati nazionale dell’abusivismo edilizio viene istituita presso il dicastero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili, guidato da Enrico Giovannini, realizzando una misura prevista dalla manovra per il 2018 (art. 1, comma 27); ma ogni amministrazione o organo competente in materia di abusivismo dovrà alimentare il flusso dei dati in essa immagazzinato. Tra questi dati sono incluse anche le informazioni sugli illeciti accertati e sui conseguenti provvedimenti emessi. Di più. La norma istitutiva del cervellone contro l’abusivismo ha disposto che scatti una sanzione fino a mille euro a carico del dirigente o del funzionario inadempiente, nei casi di tardivo inserimento delle informazioni nella Bdnae.
Per la trasmissione delle info al data base bisognerà ricorrere a un sistema informatico ben preciso, definito dal decreto in Gazzetta; il loro contenuto minimo è costituito dalle segnalazioni relative a immobili e opere abusivamente realizzati, inviate dai comuni alle prefetture.
La tempistica. Entro tre mesi verranno avviate le pratiche per la strutturazione della nuova Bdnae; nel processo verranno coinvolti i ministeri dell’interno, della giustizia, della transizione ecologica, della cultura e dell’economia, l’Agenzia delle entrate, le regioni e i comuni (tramite l’Anci). La condivisione e la trasmissione dei dati e delle informazioni sugli illeciti accertati avverrà dopo la stipula di apposite convenzioni. Entro un anno dalla loro entrata in vigore le informazioni verranno condivise nel data base. Ma saranno due direzioni generali – quella per l’edilizia statale e le politiche abitative e quella per la digitalizzazione e i sistemi informativi – a definire con un provvedimento unico: dati e contenuto minimo del data base, organi competenti per territorio, modalità di accreditamento dei singoli utenti; contenuto delle informazioni su illeciti accertati e provvedimenti emessi; schedatura di manufatti abusivi; criteri di validazione delle informazioni e di visibilità dei dati.
Il Mims è il titolare del trattamento dei dati conservati nella Bdnaei, ma le p.a. che hanno fornito le informazioni dovranno aggiornarli e curarne la gestione.
fonte italiaoggi

