Rumore palestra in condominio
Si può denunciare il titolare di un centro sportivo che disturba la quiete pubblica con gli amplificatori delle sale di ginnastica?
Si può denunciare una palestra in condominio che fa rumore? Assolutamente sì, ma prima di procedere in tal senso bisognerà valutare una serie di circostanze.
La prima cosa da fare, in questi casi, è verificare se il regolamento di condominio consente l’esercizio di attività rumorose, nel qual caso sarà l’amministratore a doversi attivare per far cessare gli schiamazzi e ordinare la chiusura dell’attività commerciale. Se l’amministratore non vi provvede, ciascun condomino può ricorrere al tribunale in via autonoma.
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Nel caso in cui il locale sia in affitto, il condominio potrebbe agire anche nei confronti del locatore che, pur conoscendo il vincolo imposto nel regolamento, ha comunque sottoscritto la locazione.
Il rumore della palestra in condominio può divenire anche oggetto di una denuncia penale nell’ipotesi in cui le molestie acustiche dovessero giungere all’orecchio di un numero indeterminato di persone. In tal caso ci si potrà rivolgere ai carabinieri, alla polizia o direttamente alla Procura della Repubblica, depositando in cancelleria l’atto di denuncia. Seguiranno poi le indagini che potrebbero durare fino a un anno. Nel frattempo si può chiedere al pubblico ministero un sequestro dell’attività, in modo che il reato non venga perpetrato.
Ma affinché si possa denunciare l’amministratore della palestra – perché è quest’ultimo ad essere responsabile del disturbo alla quiete pubblica – è necessario che il rumore sia particolarmente elevato, tale cioè da disturbare l’intero palazzo o i condomìni degli edifici circostanti.
Se, invece, ad essere molestati sono solo due o tre condòmini (magari quelli del piano sovrastante il locale), non si può parlare più di reato. Con la conseguenza che l’eventuale denuncia verrà archiviata e non porterà ad alcun risultato.
Quando pertanto i rumori sono tali da non disturbare il “pubblico”, l’unica carta da giocare è quella civilistica. L’articolo 844 del codice civile stabilisce il diritto di ciascun condomino di adire il giudice tutte le volte in cui il rumore supera la «normale tollerabilità». Tale è la soglia oltre la quale le immissioni acustiche giungono nelle case dei vicini, nonostante le finestre e le porte chiuse, rendendo impossibile il riposo e la tranquillità domestica. Si può, a tal fine, agire in via d’urgenza, con un ricorso al tribunale che dovrebbe portare a una decisione nel giro di pochi mesi. I costi sono a carico di chi inizia l’azione ma potranno essere recuperati nei confronti dell’avversario qualora il giudice dovesse stabilire anche la cosiddetta «condanna alle spese processuali» nei confronti del soccombente.
Il giudice potrebbe anche optare per una soluzione intermedia, imponendo al titolare della palestra di insonorizzare i locali come alternativa alla chiusura definitiva.
Il reato di disturbo della quiete pubblica è stato comunque accertato in diversi casi. Uno di questi si è verificato proprio di recente ed è stato confermato dalla Cassazione [1]. La Cassazione ha condannato il socio e l’amministratore di una palestra sita all’interno di un condominio che avevano arrecato disturbo con emissioni sonore agli abitanti dello stabile. Si trattava dei rumori provenienti da apparecchiature sonore installate nel locale.
Nel caso di specie, poi, la Corte ha specificato che in relazione alle emissioni sonore, il fatto che solo alcuni dei soggetti potenzialmente lesi se ne siano lamentati, non esclude l’idoneità delle stesse ad arrecare disturbo non solamente ad un singolo, ma a un gruppo indeterminato di persone, quali gli abitanti nel medesimo condominio, con la conseguente incidenza della condotta sulla tranquillità pubblica che costituisce il bene giuridico protetto. In buona sostanza, nelle parole della Cassazione sta scritto che non è necessaria una “raccolta firme” o che a lamentarsi siano tutti i condòmini: il giudice verifica solo se il rumore possa potenzialmente essere avvertito da molte persone, anche se queste non se ne lamentano e magari dimostrano di apprezzare la musica dalla palestra. Tanto basta per una condanna penale.

