Il Superbonus vira sui condomìni
Edilizia. Rush finale per gli edifici unifamiliari, finora esclusi dalla proroga. Novità in arrivo dal 15 aprile con l’entrata in vigore del decreto prezzari che stabilisce i massimali unitari ai quali dovranno fare riferimento tutti i lavori che accedono al 110 per cento
Ultima chiamata per le villette unifamiliari e per le unità indipendenti che vogliano accedere al superbonus. Ormai mancano appena tre mesi al 30 giugno 2022, il traguardo entro il quale chi non avrà realizzato almeno il 30% dei lavori programmati perderà il treno per godere dell’agevolazione fino a dicembre di quest’anno.
Dai prossimi mesi, allora, emergerà un 110% totalmente diverso, riservato ai condomìni e letteralmente dimezzato nella dimensione del mercato. Anche se resta aperta la possibilità di un rinvio dell’ultimo minuto, chiesto a più riprese dal Parlamento (si veda anche l’articolo in pagina 9).
La mancata proroga
Negli ultimi round di modifiche parlamentari sono stati molti i tentativi di spostare la scadenza del 30 giugno (si veda anche Il Sole 24 Ore del 27 marzo).
Diverse proposte ipotizzavano di inserire nella legge di conversione del decreto Sostegni ter (il decreto legge n. 4/2022) uno spostamento in avanti della scadenza di giugno: l’alternativa più gettonata dai parlamentari era stata quella di portare tutto in avanti di sei mesi, consentendo a queste unità di misurare l’avanzamento dei lavori al 30% al prossimo 31 dicembre 2022, per poi prendersi fino a giugno 2023 per completare i lavori e ottenere il 110 per cento. Altri tentativi stanno prendendo forma in questi giorni, con l’idea di arrivare almeno a ottobre.
In questo modo, anche chi sta avviando il suo intervento in queste settimane avrebbe qualche chance di agganciare ancora il 110 per cento. Con le regole attualmente in vigore, infatti, si tratta di un’impresa davvero disperata: difficile, per chi adesso mette in moto il suo cantiere, completarne almeno un terzo entro giugno.
Sul punto il Governo sta iniziando a dare qualche segnale di apertura più deciso: non è escluso che, nelle prossime settimane, le pressioni possano portare a un rinvio. Speranze a parte, con le regole attuali, il superbonus potrebbe però cambiare pelle.
Villette e unità indipendenti
Dal primo luglio, per le case unifamiliari e le unità indipendenti, solo chi avrà già lavori in corso con un avanzamento superiore al 30% potrà completarli. Per tutti gli altri, il 110% sarà escluso. In questo modo, si avvierà una fase che, a partire da gennaio del 2023, renderà il 110% un incentivo totalmente differente, riservato ai soli condomìni.
Per gli immobili condominiali – va ricordato – l’ultima legge di Bilancio ha disposto una proroga parecchio ampia: potranno godere del 110% per quasi altri due anni, fino alla fine del 2023. Oltre quella data, avranno a disposizione un’agevolazione ridotta, del 70% nel 2024 e del 65% nel 2025. Un percorso già definito che consente di programmare i lavori in questi edifici.
Il nuovo mercato
I numeri elaborati Enea sugli interventi approvati e realizzati finora dicono che, con questo cambiamento, prenderà forma una vera rivoluzione del superbonus per come lo abbiamo conosciuto finora.
Per gli edifici unifamiliari, infatti, sono stati presentati, al primo marzo del 2022 durante tutta la vita dell’agevolazione, oltre 64mila progetti di intervento, per circa 7 miliardi di lavori ammessi a detrazione (5,3 miliardi quelli realizzati). Poco meno di 40mila interventi, invece, hanno riguardato le unità indipendenti (come i loft negli edifici condominiali), per circa 3,8 miliardi di investimenti (2,9 miliardi circa di questi sono stati già realizzati).
Si tratta, ovviamente, di interventi di taglio più piccolo rispetto a quelli tipici dei condomìni: se per questi ultimi la media registrata dall’Enea è di 538mila euro, gli edifici unifamiliari si fermano a 110mila euro e le unità indipendenti ad appena 96mila euro.
A livello complessivo, però, case unifamiliari e unità autonome pesano moltissimo: per valori assoluti gli investimenti su queste unità valgono circa il 51% del totale, pari attualmente a circa 21,1 miliardi di interventi ammessi a detrazione. In sostanza, da giugno in poi il mercato del superbonus andrà verso un dimezzamento.
Prezzari Mite dal 15 aprile
Anche per i condomìni, però, le regole stanno per cambiare in maniera rilevante. A partire dal prossimo 15 aprile entrerà, infatti, in vigore il nuovo decreto prezzari, firmato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che fissa i nuovi massimali unitari ai quali dovranno fare riferimento tutti i lavori che accedono al 110 per cento.
Nel testo (che rivede una tabella del ministero dello Sviluppo economico, datata 2020) sono elencate 34 tipologie di prodotto: cappotti termici, infissi, persiane, schermature solari, pompe di calore, generatori a biomasse, sistemi di building automation. Per tutti questi lavori di efficientamento energetico, il decreto dice quali sono i valori (parametrati di solito al metro quadro) che consentono di considerare congrue le spese realizzate.
In questo modo, il Governo cerca di fotografare gli aumenti legati alle fiammate delle materie prime e alla crescita dell’inflazione, contrastando allo stesso tempo anche le frodi: si punta, cioè, a porre un freno all’eccessiva lievitazione dei costi riscontrata nei mesi scorsi.
fonte sole24h

