Lesioni del decoro architettonico
Redazione17 maggio 2022Edit this post
I giudici hanno dato del “decoro architettonico” una definizione il più possibile oggettiva, sganciata da ogni valutazione personale. Hanno perciò affermato, per quanto riguarda la facciata, che il decoro è “l’estetica data dall’insieme delle linee e delle strutture che ne costituiscono la nota dominante e imprimono alle varie parti dell’edificio, nonché all’edificio stesso nel suo insieme, una sua determinata, armonica, fisionomia, senza che occorra che si tratti di edificio di particolare pregio”. Si tende a sottolineare che non conta il tipo di opera, ma come essa si inserisce nel contesto estetico dell’edificio. Prendiamo ad esempio un brutto palazzone di edilizia popolare: le finestre sono allineate una sopra (o di fianco) all’altra, e gli eventuali balconi scandiscono regolarmente gli spazi. L’apertura di una finestra o la costruzione di un balcone “fuori squadra”, o anche solo l’installazione di un’unità esterna di condizionatore, spezzano quest’ordine. Viceversa un lucernario sul tetto, soprattutto se l’apertura è eseguita con materiali e colori che si “sposano” con le tegole esistenti, è raramente valutata come lesione. Però la lesione c’è se il lucernario è sulla copertura di un palazzo secentesco (anche non vincolato), e il tetto è ben visibile dal vialone d’onore che conduce all’edificio.
La valutazione civilistica del decoro prescinde totalmente da ogni permesso accordato dalla pubblica amministrazione. È accertata con un esame da parte di un perito d’ufficio nominato dal Giudice, che dovrà giustificare il suo parere in base a criteri oggettivi. Sicuramente va tutelata la facciata su strada, mentre interventi su parti interne che non alterino in modo significativo l’unitarietà, non ledono più di tanto il decoro e possono sempre essere vietati da precise disposizioni contenute in un regolamento condominiale o in delibere approvate a maggioranza dei presenti che raggiungano almeno metà dei millesimi.
La situazione va esaminata comunque caso per caso. Per esempio l’androne è un’altra parte comune di cui potrebbe essere decisivo conservare l’aspetto, perché è un po’ il biglietto da visita di un palazzo per i frequentatori.
Le condizioni per l’esistenza di lesioni al decoro sono così specificate in giurisprudenza:
a) la lesione deve essere “apprezzabile”, se non proprio “appariscente”: è dubbio che sia lesione disporre un contatore del gas sul balcone più alto di un condominio popolare, dove è difficile intravederlo;
b) si deve creare una diminuzione del valore commerciale dell’edificio e di ciascuna unità immobiliare;
c) se la lesione è lieve, non deve essere compensata da utilità concrete a vantaggio di tutto il condominio;
d) deve essere permanente (non lo è il fatto di stendere dei panni sul balcone ); e) l’unità di linee e di stile non deve essere già stata rovinata da precedenti interventi di un certo rilievo: in tal caso, infatti, non si può parlare più né di decoro né di reale pregiudizio economico.

