La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 34151 del 21 novembre 2022, ha affermato che l’invio della comunicazione all’Enea è il requisito sostanziale e fondante per beneficiare dell’agevolazione Ecobonus.
La Cassazione ha affrontato il caso di un contribuente che non ha inviato la comunicazione all’Enea relativa all’installazione di pannelli fotovoltaici e lavori di riqualificazione energetica.
A seguito della contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente presentava documentazione tardiva.
Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente può ritardare di 90 giorni rispetto alla fine lavori, ma deve provvedere entro i termini per la dichiarazione attraverso la “remissione in bonis” dell’articolo 2 del Dl 16/2012, versando anche la sanzione di 250 euro.
Nell’Ordinanza n. 34151 del 21 novembre, la Cassazione asserisce che tale adempimento tardivo, suggerito dalla prassi, non può portare al mantenimento dell’ecobonus.
In particolare, i giudici della Suprema Corte hanno affermato: “l’omessa comunicazione preventiva all’Enea entro un termine specifico costituisce causa ostativa alla concessione delle agevolazioni relative agli interventi di riqualificazione energetica”.
La norma – hanno precisato i giudici – ha come obiettivo il controllo della effettiva spettanza dell’agevolazione, consentendo così di effettuare i controlli.
Inoltre, secondo la Cassazione, le comunicazioni all’Enea per l’ecobonus hanno come obiettivo la tutela dell’ambiente, perché necessarie ad accertare il collegamento dei lavori effettuati ai benefici che li rendono meritevoli delle agevolazioni.

