Registrazione atti privati, si paga con F24
Dal 2 marzo utilizzo facoltativo. Dal 1° settembre scatta l’obbligo
La delega unificata, modello F24, conquista sempre più spazi. Dal 2 marzo 2020, per la registrazione degli atti privati, in luogo del modello F23, si potrà usare il modello F24, per pagare i tributi e i relativi interessi, sanzioni e accessori. È previsto un periodo transitorio, durante il quale si potranno usare entrambi.

Il pagamento unificato delle imposte, con il modello F24, introdotto inizialmente dall’articolo 17 del decreto legislativo 241/1997, è stato esteso, con decreto del ministero dell’Economia dell’8 novembre 2011, ad altri tributi, quali l’imposta di registro, il bollo, le imposte ipotecaria e catastale e a relativi accessori, interessi, sanzioni e tributi speciali. Le modalità e i termini per l’attuazione, anche progressiva, delle relative disposizioni sono definiti con provvedimento dell’agenzia delle Entrate.

Il modello F24 garantisce maggiore efficienza e rappresenta un ulteriore passo verso la semplificazione degli adempimenti fiscali dei contribuenti, che già usano questo modello per il pagamento di numerosi tributi. Pertanto, con il provvedimento del 27 gennaio 2020, l’utilizzo del modello F24 viene esteso anche alle somme dovute per la registrazione degli atti privati. In particolare, si riferisce a tutti gli atti privati soggetti a registrazione, in termine fisso, in caso d’uso o presentati volontariamente per la registrazione, sulla base del Dpr 131/1986, Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro. Restano ferme le modalità di versamento già previste per i versamenti, e i relativi codici tributo, riguardanti la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili e la registrazione degli atti costitutivi delle start-up innovative.