La soluzione Isa a metà
di Andrea Bongi
Sulle anomalie Isa 2018 una soluzione a metà. L’utilizzo congiunto dei giudizi sintetici di affidabilità fiscale delle annualità 2019 e 2018 ai fini della selezione delle posizioni, rappresenta infatti soltanto una soluzione parziale alle anomalie ed ai difetti di funzionamento del software Isa nella passata stagione dei dichiarativi. L’emendamento del governo in arrivo al decreto milleproroghe (si veda ItaliaOggi di ieri) non risolverà infatti le numerose situazioni di contribuenti che non hanno potuto raggiungere i livelli di premialità cui avrebbero avuto diritto, per effetto delle anomalie e dei malfunzionamenti di molti indicatori utilizzati per il periodo d’imposta 2018.
Ma anche l’utilizzo combinato dei responsi sulle due annualità (2019 e 2018) potrebbe non rivelarsi del tutto soddisfacente. Stando al tenore letterale dell’emendamento e della relazione illustrativa che lo accompagna, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza, nella definizione delle strategie di controllo di cui al comma 14 dell’articolo 9-bis del dl 50/2017, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018, terranno conto anche dei livelli di affidabilità attribuiti ai contribuenti a seguito dell’applicazione degli Isa per il periodo di imposta successivo (2019). Ciò sta a significare che il contribuente potrebbe non essere selezionato in apposite liste selettive ai fini del controllo o delle attività di compliance da parte dell’amministrazione finanziaria, nel caso in cui il punteggio sintetico di affidabilità fiscale conseguito per l’anno 2019, dovesse riuscire in qualche modo a «mitigare» il pessimo voto ottenuto nel 2018.
L’emendamento poggia dunque sul presupposto che gli isa da utilizzare per l’anno 2019, siano più attendibili ed affidabili rispetto ai loro predecessori utilizzati nella prima stagione di applicazione del nuovo strumento di compliance. Tale presupposto necessita però di un’opportuna verifica che potrà avvenire soltanto quando sarà reso disponibile il software e si potranno effettuare i primi test sul campo.
Ciò che invece l’emendamento al decreto milleproroghe non potrà sicuramente risolvere perché nemmeno le prende in considerazione, riguarda le moltissime situazioni di contribuenti che per effetto di anomalie o malfunzionamenti dell’applicativo isa sul periodo d’imposta 2018, si sono visti negare i livelli di premialità spettanti senza poter ovviamente usufruire dei vantaggi agli stessi connessi.
Queste situazioni, giuridicamente inaccettabili, non possono essere dimenticate e non affrontate seriamente dal legislatore.
Se l’unica soluzione legislativa proposta riguarda la mitigazione dei responsi 2018 con quelli del 2019, è abbastanza evidente che tutti coloro che risultano penalizzati in termini di premialità dal punteggio sintetico di affidabilità fiscale dell’anno scorso, dovranno in qualche modo «farsi giustizia da soli».
Per riuscire ad ottenere il giusto punteggio di affidabilità fiscale molti contribuenti potrebbero presentare apposite istanze di autotutela nelle quali dovrebbero essere evidenziate le anomalie del software «Il Tuo Isa 2019» e il reale punteggio sintetico di affidabilità che il contribuente avrebbe meritato.
Una volta presentata detta istanza, qualora l’amministrazione finanziaria dovesse restare del tutto inerte – cosa altamente probabile – il contribuente potrebbe richiedere l’intervento del Garante del contribuente che, per effetto di quanto disposto dall’articolo 13 della legge n. 212 del 2000, ha la possibilità di sostituirsi al contribuente nel richiedere risposte e chiarimenti agli uffici.
La necessità di non mollare sui malfunzionamenti e sulle conseguenti penalizzazioni subite da molti contribuenti nel primo anno di applicazione degli isa è, prima di tutto, una questione di legittimità oltre che di concreto senso pratico.
Se i modelli Isa, come ama ripetere la stessa amministrazione finanziaria, sono parte integrante della dichiarazione dei redditi, nell’era della digitalizzazione e del fisco telematico non possiamo permetterci di lasciar correre in presenza di evidenti malfunzionamenti di un software di calcolo basilare per i responsi dell’intero modello dichiarativo.

