Modelli Isa pronti al debutto

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di Andrea Bongi

Ai nastri di partenza 175 nuovi modelli Isa per l’anno 2019. Tra le novità più importanti, la riduzione del numero degli indicatori di anomalia, la diminuzione delle variabili Isa precompilate e la revisione di oltre la metà dei modelli da utilizzare per il periodo d’imposta 2019.


In linea generale si può affermare che i modelli Isa 2019 hanno subito un’opera di semplificazione e di riduzione delle variabili da utilizzare per il calcolo dell’affidabilità fiscale dei contribuenti.


Le suddette novità sono contenute nel decreto del ministro dell’economia e delle finanze del 24 dicembre 2019. Le modifiche ai 175 modelli Isa sono state invece approvate con il provvedimento direttoriale del 31 gennaio 2020. 


Molte delle novità in commento rispondono alla necessità di eliminare le numerose anomalie riscontrate nell’applicazione degli indicatori sintetici di affidabilità fiscale nel primo anno di utilizzo del nuovo strumento di compliance.


Da sottolineare inoltre che grazie alle novità normative contenute nel decreto legge n. 34/2019 la compilazione dei quadri relativi ai redditi di impresa dovrebbe essere più rapida e immediata rispetto al passato. In sostanza i dati contabili necessari al calcolo degli indicatori dovrebbero essere importati direttamente dai quadri della dichiarazione dei redditi senza necessità di ulteriori calcoli e estrapolazioni.


Tale disposizione normativa ha infatti aggiunto il comma 4-bis all’articolo 9-bis del dl 50/2017 (istitutivo dei nuovi Isa) ai sensi del quale: dai modelli da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli indici sono esclusi i dati già contenuti negli altri quadri dei modelli di dichiarazione previsti ai fini delle imposte sui redditi, approvati con il provvedimento previsto dall’articolo 1, comma 1, del regolamento di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, fermo restando l’utilizzo, ai fini dell’applicazione degli indici, di tutti quelli individuati con il provvedimento di cui al comma 4 del presente articolo.


Pur riconoscendo l’importanza delle novità in commento è tuttavia necessario precisare fin da subito che le stesse non sono in grado di risolvere tutte le problematiche relative alle criticità manifestatesi nel periodo d’imposta 2018. Molte di queste sono infatti legate al concreto funzionamento dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale che, almeno per adesso, non risulta modificato.


I modelli Isa per il 2019


La prima novità che emerge dall’esame dei 175 modelli di indicatori da utilizzare nella prossima dichiarazione dei redditi riguarda l’elevato numero di quelli che si sono evoluti con effetto dal 1° gennaio 2019. Si tratta infatti di oltre la metà dei modelli applicabili ovvero ben 89 nuovi Isa su un totale di 175 in vigore.


Detta evoluzione anticipata si è resa ovviamente necessaria per cercare di ridurre il più possibile i malfunzionamenti verificatisi nel calcolo dell’affidabilità fiscale sull’anno 2018.


All’interno degli 89 modelli Isa evoluti troviamo categorie economiche molto importanti e diffuse. Limitando l’analisi al settore delle professioni troviamo infatti le evoluzioni di modelli Isa relativi alle attività, fra le altre, dei dottori commercialisti ed esperti contabili, dei consulenti del lavoro, degli avvocati e dei notai.


Le note metodologiche che illustrano le caratteristiche e il funzionamento dei nuovi modelli di indicatori evoluti dal periodo d’imposta 2019 sono allegate al decreto ministeriale del 24 dicembre 2019.


I 175 modelli Isa applicabili alle imprese e alle categorie professionali per il calcolo dell’affidabilità fiscale per l’anno 2019 sono disponibili con le relative istruzioni, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate. 


Come per lo scorso anno le istruzioni all’utilizzo dei modelli Isa sono suddivise in una parte generale, valevole per tutte le attività, e da una serie di istruzioni specifiche relative ad alcuni quadri dei modelli. Tali istruzioni, ancora a valenza generale, riguardano nello specifico il quadro A, il quadro F, il quadro G e il quadro H. Da notare che tale ultimo quadro è presente solo nei modelli Isa revisionati dei lavoratori autonomi. Seguono poi le istruzioni specifiche per ogni singolo modello Isa suddivise nei cinque settori quali: commercio, servizi, professionisti, manifatture e agricoltura.


Le principali novità degli Isa 2019. Le principali novità dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale riguardano in generale una riduzione del numero delle variabili e delle informazioni richieste ai contribuenti.


La semplificazione in oggetto ha riguardato in particolare sia gli indicatori elementari di anomalia sia le cosiddette variabili Isa precompilate.


Per quanto riguarda gli indicatori di anomalia si evidenzia la soppressione di ben otto indicatori in funzione nella passata stagione. Di essi ben sei sono relativi alle Certificazioni uniche (Cu) che nel periodo di prima applicazione dei modelli Isa avevano generato non poche difficoltà.


Sono stati soppressi anche l’indicatore di anomalia relativo alla situazione di reddito negativo per più di un triennio nell’arco temporale di riferimento del modello nonché l’indicatore relativo alla corrispondenza dei canoni di locazione desumibili dal modello registro locazione immobili con quelli dichiarati. Quest’ultimo indicatore di anomalia aveva generato molte criticità soprattutto nell’ambito delle imprese operanti nel comparto immobiliare.


Drastica riduzione anche per quanto riguarda le cosiddette variabili precalcolate. L’elenco di quelle che verranno applicate al periodo d’imposta 2019 è contenuto nell’allegato n. 96 al dm 24/12/2019.


Nello specifico sono state soppresse, con decorrenza dal periodo d’imposta 2019, tutte le variabili precalcolate che facevano riferimento alle certificazioni uniche e che operavano specularmente rispetto agli indicatori di anomalia sopra ricordati.


Soppresse anche le variabili precalcolate che facevano riferimento ai redditi dichiarati in ciascuno dei sette periodi d’imposta precedenti nonché quella che misurava il numero dei periodi d’imposta precedenti in cui è stata presentata una dichiarazione con reddito negativo nell’arco dei sette periodi d’imposta di osservazione. 


Nel suddetto allegato 96 al decreto ministeriale 24/12/2019 si precisa come, almeno in linea generale i dati precalcolati per singola posizione Isa non possono essere modificati dal contribuente. 


Soltanto in fase di applicazione dello strumento, continua il suddetto allegato, il contribuente potrà modificare alcune delle variabili precompilate quali: la variabile relativa all’anno di inizio attività risultante in «Anagrafe tributaria», anche se non valorizzata; i valori delle altre variabili fornite dall’Agenzia delle entrate, solo se valorizzate. Ciò dovrebbe significare che rispetto alla scorsa stagione Isa quest’anno i contribuenti avranno maggiori possibilità di intervenire in presenza di variabili precalcolate errate o incomplete.