Si apre lo spiraglio degli Isa soft per autonomi e piccole imprese
Doppia misura allo studio:il 2020 non sarà considerato anno di normale attività
Rispunta la limitazione all’utilizzo per i controlli sull’anno d’imposta 2018
Nel pacchetto di misure allo studio del Governo per attenuare l’impatto negativo dell’emergenza coronavirus sulle attività produttive spunta anche un doppio possibile intervento sugli Isa. Anche se la preoccupazione è tutta rivolta sulle prossime scadenze fiscali, a cominciare dal saldo Iva che dovrà essere versato entro lunedì 16 marzo, le 22 proposte presentate da Confindustria e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec) segnalano come le ripercussioni dello shock che si è abbattutto sulle attività produttive e sugli studi professionali è tale da richiedere intervednti proiettati anche sul medio-periodo. Ecco perché potrebbero trivare spazio nel decreto legge sul pronto soccorso economico – atteso in Consiglio dei ministri già domani – una norma per fare in modo che per gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale l’anno d’imposta in corso (il 202o) sia considerato periodo di non normale svolgimento dell’attività. Di fatto, questo consentirebbe di mettere subito in chiaro che il 2020 è una sorta di annus horribilis i cui risultati attesi dal sofware per le pagelle fiscali devono essere ampiamente rivisti al ribasso. Anche perché le chiusure o il drastico ridimensionamento di molte attività per ragioni di sanità pubblica oltre a produrre una contrazione del fatturato potrebbero mettere a repentaglio la loro stessa esistenza. Del resto, ora il Fisco ha un termometro in tempo quasi reale per capire come procede l’andamento dei volumi d’affari: la fattura elettronica. Non a caso, dall’amministrazione finanziaria attendono proprio di capire già oggi (ultimo giorno utile dei 12 per trasmettere allo Sdi i documenti relativi a febbraio) di capire quale sia stato il primo impatto del virus sull’economia italiana, anche se è solo negli ultimi giorni che le restrizioni si sono estese a tutta Italia. E da luglio, sempre che il nuovo scenario non consigli un’estensione della moratoria semestrale, dovrebbero arrivare in tempo reale anche i dati dei corrispettivi telematici. Quindi è nella logica delle cose che gli Isa possano fotografare un altro Paese reale rispetto ad appena poche settimane fa.

Ma accanto a questo intervento “proiettato” sul futuro potrebbe spuntare, magari anche nel corso del successivo iter parlamentare del provvedimento d’urgenza, l’emendamento che il Governo aveva giàstudiato per il Milleproroghe e che, poi per frizioni nella maggioranza su altri correttivi, non era stato depositato. Un intervento ampiamente auspicato dai commercialisti nei mesi scorsi che consentirebbe di considerare gli Isa trasmessi telematicamente nel 2019 (e quindi relativi all’anno d’imposta 2018) solo sperimentali per gli eventuali successivi controlli.In pratica, un voto negativo o meglio dalla sufficienza in giù non basterebbe da solo a far entrare il contribuente nella lista dei potenziali soggetti da controllare ma il risultato dovrebbe essere sempre corroborato dalle pagelle fiscali da compilare nel 2020 per l’anno d’imposta 2019. Una questione di non poco conto se si considera che oltre al danno patito per l’emergenza coronavirus molti autonomi o piccole attività – sempre che riescano a uscire indenni da questa situazione – potrebbero poi trovarsi a dover affrontare controlli a distanza di anni.

Anche sul tema dell’accertamento e della riscossione, non a caso Confindustria e commercialisti hanno chiesto di sospendere oltre ai termini di versamento per cartelle ed avvisi esecutivi, anche la riscossione coattiva con annesse misure cautelari ed esecutive e, tra l’altro, i termini per i contraddittori per gli accertamenti con adesione presso l’agenzia delle Entrate con il conseguente congelamento delle scadenze per presentare ricorso.

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