Fisco, sospensione al fotofinish
di Cristina Bartelli
La sospensione delle scadenze fiscali al foto finish. Sarà questo uno degli effetti dell’approvazione, da parte del governo, domani, del decreto legge, da 12 mld, con quattro pilastri a sostegno di sanità, lavoro, liquidità di famiglia e imprese e interventi su scadenze fiscali e parziale ristoro dei danni da coronavirus.
Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, ieri, prima in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri, e poi in audizione davanti le commissioni riunite finanze di camera e senato è sceso nel dettaglio delle misure e dei numeri che le sostengono. Alla base un principio che ormai il ministro ripete come un mantra: «Nessuno perderà il posto di lavoro a causa del coronavirus».
Per attuare questo impegno dunque il governo mette in campo un primo provvedimento da 12 miliardi, avanzando la richiesta di scostamento del deficit a 20 miliardi (25 miliardi per criterio di competenza e cassa). Nel decreto una prima parte di utilizzo di questi fondi e gli altri tenuti come una riserva per futuri interventi coordinati in ambito europeo.
In audizione Gualtieri ha spiegato come sarà articolato il decreto di venerdì e che poggerà su quelli che lui ha definito 4 pilastri: fisco, lavoro, famiglie e sanità.
Le misure per il fisco. Rischiano di arrivare a scadenza spirata la sospensione di alcuni adempimenti annunciata da Gualtieri. Il decreto arriverà venerdì a ridosso del 16 marzo quando i professionisti saranno chiamati a versare, per loro e per i loro clienti, l’Iva. In questi giorni, gli studi, riorganizzati per fronteggiare l’emergenza , stanno lavorando proprio per adempiere a questo appuntamento. Una boccata d’ossigeno quindi che rischia di arrivare un po’ tardi. «Da un lato prevediamo di posticipare una serie di adempimenti per venire incontro alle oggettive difficoltà di contribuenti e operatori del fisco» ha confermato Gualtieri ribadendo anche la seconda direzione delle misure fiscali: «Per assicurare un adeguato sostegno alle aziende e ai lavoratori autonomi colpiti dagli effetti dell’emergenza sanitaria, in termini di riduzione del livello di attività e di fatturato con conseguente impatto sulla liquidità, potranno essere introdotte misure di sospensione dei versamenti tributari e contributivi, anche in previsione di un futuro parziale ristoro».
Più liquidità per famiglie e imprese. Moratoria sulle rate del mutuo per la prima casa, senza vincoli di Isee, ma a condizione che la sofferenza del pagamento sia dovuto a sospensione dell’attività lavorativa o a riduzione dell’orario di lavoro. È questa una delle misure allo studio del governo per dotare di liquidità le famiglie provate dall’emergenza e dalle misure di contenimento. Le procedure per la moratoria saranno semplificate e lo stop sarà fino a un massimo di 18 mesi. Interventi anche per chi vive in affitto o per i proprietari dei locali commerciali. «stiamo valutando la difficoltà di pagare il canone mensile» e al tempo stesso si proverà ad «evitare che questa difficoltà abbia impatto sui proprietari che devono pagare le imposte relative», ha rassicurato Gualtieri. La misura è stata salutata con favore da Confedilizia: «Nel dare atto al Ministro dell’attenzione riservata a un problema sin da subito sollevato da Confedilizia, evidenziamo che l’intervento minimo sarebbe quello di eliminare l’assurda regola della tassazione Irpef/Ires dei canoni di locazione non percepiti, che da parte nostra invochiamo da anni», ha commentato la confederazione in una nota.
Per un supporto alla liquidità delle imprese si punta, invece, a potenziare il fondo centrale di garanzia a sostegno delle pmi. Inoltre, anche per le imprese, ha spiegato Gualtieri: «Prevediamo di sospendere il pagamento delle rate dei mutui e dei prestiti bancari, prolungandone la durata, con il sostegno di parziali garanzie statali. Sarà altresì previsto che le imprese possano continuare a beneficiare delle aperture di credito accordate ma non ancora utilizzate». Infine un accenno a misure per il rafforzamento dei bilanci delle imprese attraverso incentivi che liberino nuove risorse a sostegno di nuova finanza per le imprese e per le famiglie.
Lavoro. Come già ripetuto dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ieri, le misure di sostegno al lavoro andranno nella direzione del potenziamento della cassa integrazione in deroga e il fondo di integrazione salariale per l’intero territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, incluse le attività con meno di 5 dipendenti. Il sostegno al reddito guarda anche gli autonomi: stagionali, nel turismo, partite Iva tra cui lavoratori del settore dello spettacolo, lavoratori a tempo indeterminato. «Si tratta di interventi che vanno nella direzione della tutela dei redditi» ha osservato Gualtieri, «ma che al tempo stesso chiedono alle imprese di organizzare i luoghi di lavoro così da tutelare la sicurezza sanitaria dei lavoratori». Infine, rafforzamento del congedo parentale e un contributo alle spese per la babysitter.
Sanità. La protezione civile potrà requisire gli alberghi per destinarli a centri di quarantena per pazienti in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o domiciliare. Non solo potrà requisire presidi sanitari e medico-chirurgici e beni mobili per fronteggiare la predetta emergenza sanitaria.
Queste misure saranno inserite in un decreto successivo, mentre Gualtieri ha ricordato le misure già intraprese dalla gara lampo Consip per l’acquisto delle apparecchiature medicali alle assunzioni di personale.
I numeri. Gualtieri ha spiegato che la cifra di 25 miliardi è una richiesta di autorizzazione ad arrivare fino a 25 miliardi. E che allo stato non è possibile quantificare il livello di sforamento deficit perché non è possibile quantificare quanto sarà realmente impiegato.

