Impatto immediato sulle locazioni online
La serrata imposta dal Governo con il Dpcm dell’11 marzo ha bloccato del tutto il settore degli affitti brevi online, già travolto delle disdette.
Molti portali hanno restituito agli inquilini le somme già versate.
I locatori si trovano ora con le case inutilizzate. Qualcuno sta tentando una difficile conversione all’affitto lungo. Gli altri aspettano: non subiscono morosità, ma hanno solo costi fissi (dalle spese condominiali alle imposte) senza ricavi.
Per gli inquilini solo gli aiuti già esistenti
Il decreto “cura Italia” non prevede sostegni specifici per gli inquilini in difficoltà con l’affitto, né per i proprietari alle prese con la morosità.
Un aiuto può arrivare da strumenti esistenti come il Fondo morosità incolpevoli (finora usato al 50%) che scatta in caso di licenziamento, riduzione di orario e cassa integrazione ma richiede la convalida dello sfratto per morosità e il Fondo per il sostegno all’accesso all’abitazione in locazione.
Attività di acquisto e vendita in stand by
Le agenzie immobiliari sono chiuse, come disposto dal Dpcm dell’11 marzo (anche se alcune sperimentano le consulenze online).
Le visite fisiche non vengono effettuate e chi aveva in progetto di comprare (o cambiare) casa rinvia la decisione a data da destinarsi.
Gli incarichi a vendere restano “sospesi”. Si portano avanti (a rilento) solo accordi già avanzati e non rinviabili.
Anche per i rogiti è possibile una proroga.Si teme una nuova frenata del mercato
Proprio ora che il mercato iniziava a guardare avanti (+4,3% di compravendite nel 2019 e prezzi in ripresa anche fuori Milano), si ferma tutto.
Il lockdown impone il rinvio degli acquisti non urgenti e bisognerà vedere quale sarà la capacità di spesa degli italiani alla fine della serrata, anche in base allo stato dell’economia.
Rinviati per ora gli acquisti per investimento (rendimenti non più certi), la casa potrebbe riproporsi come bene rifiugio, ma non è scontato.
Assemblee online e cassa per i portieri
Molti cantieri in ambito condominiale (sia su parti comuni sia su singole unità) sono stati tra i primi a essere fermati, spesso su richiesta degli stessi condòmini.
Le assemblee sono «assembramenti» vietati e devono svolgersi in videoconferenza o essere rinviate.
Si ritiene che il decreto “cura Italia” ammetta la cassa integrazione anche per i portieri dei condomìni, in caso di necessità.
Rate sospese per chi si trova in difficoltà
Il Dl 18/2020 ha esteso la platea della moratoria sui mutui prima casa.
Già concessa con il Dl 9/2020 a chi si è visto ridurre o sospendere l’orario di lavoro per almeno 30 giorni, nei prossimi 9 mesi potrà essere chiesta anche dai lavoratori autonomi, se dichiarano di aver subìto perdite su base trimestrale pari al 33% sul fatturato.
Eliminato per i prossimi nove mesi il tetto di 30mila euro di reddito Isee necessario finora.
Perizie solo urgenti e stipule rinviate
Nella prima settimana di marzo, i dati Crif sui prestiti finalizzati (collegati ai beni durevoli e più reattivi rispetto ai mutui) nelle tre Regioni più colpite hanno fatto girare in negativo tutto il comparto del credito al consumo.
Le perizie vengono garantite solo se indifferibili e con protocolli rigidi.
Per quanto restino molto vantaggiosi i tassi bassi, va pesato il balzo dello spread e si prevede che molte nuove stipule verranno rinviate.
Rischio di nuovi ribassi e invenduto
Il ridimensionamento dei volumi, secondo l’ufficio studi Tecnocasa, potrebbe portare anche a un ritocco verso il basso dei prezzi, annullando la ripresa che in alcune realtà, tra cui Milano, era già iniziata.
I valori ancora scontavano l’impatto (lento nel manifestarsi sulle quotazioni) della crisi scoppiata nel 2008.
Quanto sarà pesante il nuovo impatto (e quanto invenduto ci sarà) dipenderà dallo stato di salute dell’economia in generale.
Per la Tari rinvii solo a livello locale
Per i tributi locali, il decreto “cura Italia” non ha previsto alcuna sospensione.
Non sono sospese neppure le attività di accertamento e riscossione locale.
Diversi Comuni hanno rinviato però le scadenze della Tari sui rifiuti (in alcuni casi solo per le utenze non domestiche).
L’appuntamento più delicato sarà quello del 16 giugno, quando oltre 20 milioni di proprietari dovranno versare la “nuova Imu”.

