Le tasse a rate fino a dicembre
di Cristina Bartelli
Tasse a rate fino a dicembre. E tetto più alto per le compensazioni. In arrivo anche un meccanismo di indennizzo diretto che tenga conto dei cali di fatturato. Sono queste le ipotesi allo studio dei tecnici del ministero che potrebbero avere una realizzazione non nel decreto in corso di preparazione entro fine mese, il decreto Aprile, bensì già nel decreto Liquidità che ha iniziato il suo iter di conversione alla camera proprio ieri. Nel decreto Liquidità è presente la sospensione dei versamenti fiscali fino a maggio. Al ministero dell’economia ci sono ipotesi aperte su un prolungamento delle sospensioni o piuttosto consentire un pagamento rateale fino a dicembre. Attualmente la previsione del decreto Liquidità, l’articolo 18 prevede un meccanismo di sospensioni di adempimenti e versamenti parametrati su dimensioni delle imprese e sulla sede, se rientranti o meno nelle province lombarde considerata ad alto tasso di infezione da Covid-19. Per tutti è prevista come conclusione di questo periodo di congelamento tributario la ripresa dei versamenti da giugno in avanti. Il comma 7 disciplina, infatti, i termini e le modalità di ripresa dei pagamenti. In particolare la norma stabilisce che i versamenti sospesi in base ai commi precedenti sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato. L’intervento correttivo punterebbe piuttosto che alla conferma dello stop dei versamenti a una maggiore suddivisione delle rate da pagare. Dieci invece che cinque in modo da poter alleggerire il carico delle imprese che si vedranno chiamate a giugno a maxi versamenti di imposta. Ma l’intervento non si ferma qui. Si sta valutando se dare una boccata d’ossigeno alle imprese e ai professionisti facendo in modo che le regole sulle compensazioni siano modificate, soprattutto elevando il tetto delle compensazioni attualmente fissato a 700 mila euro. In questo modo con la partita di giro tra contribuenti e amministrazione finanziaria si abbasserebbe la richiesta di liquidità per pagare le tasse. Entrambe le correzioni proprio perché in stretta connessione con quanto già in vigore nel decreto liquidità potrebbero essere introdotti come emendamenti e quindi non rientrare nel canovaccio del decreto nuovo in preparazione.
In valutazione l’estensione della sospensione fiscale agli avvisi bonari.
Tra le misure pensate per le imprese e i professionisti, nel decreto Aprile potrebbe riprendere quota quella dell’indennizzo diretto a chi ha subito un consistente calo del fatturato da febbraio in avanti. I dati in linea teorica sono di facile reperimento da parte dell’amministrazione andando a confrontare i flussi delle fatture elettroniche di questi tre mesi con gli stessi periodi del 2019.
Nello stesso nuovo decreto c’è l’ampliamento del perimetro per il credito di imposta dei canoni dei locali commerciali, alberghi studi professionali finora esclusi potrebbero essere ricompresi. La conferma arriva dal sottosegretario Maria Cecilia Guerra rispondendo alla richiesta in tal senso di Alberto Gusmeroli (Lega).
Se al ministero dell’economia, guidato da Roberto Gualtieri il decreto Aprile prende forma arrivando a valere 70 miliardi, alla camera dei deputati è stato incardinato il decreto liquidità (dl 23/20) per l’iter di conversione. Il relatore al provvedimento è Gian Mario Fragomeli (Pd) ed il presidente della commissione finanze della Camera, Raffaele Trano (M5S) ha già indicato una fitta agenda di audizioni tra cui spicca tra i primi il direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto M. Ruffini.

