Dalle imposte rinviate ai bonus il Fisco usa la mano leggera

Pagine a cura 
di Tancredi Cerne

Anche il fisco si mobilita nella lotta al coronavirus. Mentre i governi di mezzo mondo si stanno affrettando a varare piani di finanziamento alla spesa pubblica in modo da liberare risorse necessarie a sostenere il mondo delle imprese, è partita, un po’ ovunque, una staffetta tributaria per cercare di contenere, quanto più possibile, il peso della tassazione sui bilanci di famiglie, lavoratori autonomi e aziende. Un tassello fondamentale delle politiche di sostegno in tempo di pandemia a cui gli Stati stanno rispondendo con uno sforzo economico estremo, liberando risorse per diverse migliaia di miliardi di euro in tutto il mondo. Ecco alcune disposizioni raccolte da EY in un report che riassume, in ottica comparativa, le misure di politica fiscale intraprese dai diversi Paesi a livello globale.


Germania


In Germania, per esempio, l’esecutivo ha deciso di varare una lunga serie di norme tributarie a sostegno di privati e imprese. Dopo che i singoli Länder federali hanno pubblicato decreti e informazioni sul differimento e gli sgravi esecutivi in relazione al coronavirus, il 20 marzo scorso il ministero delle finanze di Berlino ha specificato le misure di sgravio fiscale con l’intenzione di evitare ai contribuenti strozzature di liquidità dovute al pagamento delle imposte. Nello specifico, i contribuenti (siano essi persone fisiche o società), in grado di dimostrare di essere stati direttamente e in modo non irrilevante intaccati dal coronavirus, potranno presentare entro fine dell’anno una domanda di rinvio delle imposte già dovute o in scadenza fino a tale data. Mentre lo Stato rinuncerà a richiedere agli interessi sulle imposte differite. Non solo. Fino al 31 dicembre i contribuenti potranno presentare domande di rettifica dei pagamenti anticipati d’imposta. Se risulterà chiaro che il reddito di un contribuente nell’anno in corso sia stato inferiore a quello dell’anno precedente, i pagamenti anticipati d’imposta verranno ridotti in modo rapido e semplice. Per tutti i contribuenti in difficoltà, inoltre, l’Ufficio delle imposte ha fatto sapere che si asterrà dall’adottare misure esecutive fino al 31 dicembre rinunciando anche a sanzioni per i ritardi di pagamento altrimenti applicate dal 20 marzo fino a fine anno. Queste norme valgono per tutti i tipi di imposte con l’esclusione delle tasse sui salari e delle altre imposte alla fonte (come l’imposta sui dividendi e sui diritti d’autore) dovute da terzi. Ma come fare per dimostrare di possedere i requisiti per beneficiare di queste facilitazioni? L’amministrazione fiscale tedesca è stata invitata a non applicare requisiti rigorosi in sede di revisione delle condizioni di applicazione delle misure. Infine, il versamento dei contributi previdenziali potrà essere rinviato solo al datore di lavoro in grado di dimostrare di aver sofferto danni finanziari a causa della crisi della Covid-19. E solo se si è già avvalso delle altre misure di aiuto disponibili in relazione alla crisi, in particolare la riduzione delle ore di indennità compensative, gli aiuti ad hoc e i prestiti alle imprese. Solo se queste misure non risulteranno sufficienti per consentire al datore di lavoro di adempiere a tutti gli obblighi contributivi, il datore di lavoro potrà, senza fornire una garanzia, chiedere un differimento dei contributi previdenziali senza interessi per i mesi di marzo e aprile. 


Francia


Grandi manovre tributarie anche in Francia. Per i lavoratori autonomi, per esempio, il governo di Parigi ha stabilito un adeguamento dell’aliquota e degli acconti alla fonte dell’imposta sul reddito. Oltre al rinvio del pagamento degli acconti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si potrà posticipare il pagamento mese per mese, fino a tre volte in caso di rate mensili, o da un trimestre all’altro nel caso di rate trimestrali. Per i dipendenti, invece, si è deciso di prorogare il termine di presentazione online della dichiarazione dei redditi al 4, 8 o 11 giugno 2020 (a seconda del dipartimento di residenza). Sul fronte delle imprese è stato deciso un rinvio del versamento delle imposte dirette mentre per l’Iva non si prevedono, al momento, dilazioni di pagamento. Ma le aziende che incontreranno difficoltà nel raccogliere tutti i documenti utili per stabilire la loro dichiarazione fiscale, potranno fare una stima dell’importo Iva dovuto con un margine di errore tollerato del 20%. Non solo. Sarà concessa la possibilità di pagare una somma forfettaria dell’Iva calcolata sulla base degli importi dichiarati nei mesi precedenti per le imprese che hanno registrato una diminuzione del loro fatturato. E l’Agenzia delle entrate di Parigi ha fatto sapere di essere pronta a usare una certa tolleranza sul fronte della fatturazione elettronica accettando, in via eccezionale, anche la scansione di fatture emesse in forma cartacea e inviate via e-mail da qualsiasi fornitore al proprio cliente senza la necessità di inviare la corrispondente fattura cartacea per posta. 


Spagna


Molte le misure intraprese a livello fiscale anche dal governo di Madrid per limitare l’impatto del coronavirus sull’economia. Come prima cosa è stato deciso di sospendere la durata delle procedure amministrative e giudiziarie (comprese le procedure fiscali e sanzionatorie). Sospesi anche i termini per la presentazione delle dichiarazioni periodiche (come la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche), e prevista una proroga dei termini di pagamento dell’imposta sul debito su base volontaria o esecutiva. Per supportare le esigenze delle imprese, inoltre, l’esecutivo ha mantenuto invariato il processo di rimborso dell’Iva. 


Regno Unito


Anche Londra non si è fatta cogliere impreparata sulla revisione delle normative tributarie. L’esecutivo ha infatti stabilito un rinvio al gennaio 2021 delle tasse sui redditi personali il cui pagamento era in agenda per luglio prossimo. Oltre a questo, per i prossimi 12 mesi si potrà beneficiare di una detrazione standard di 1.000 sterline sulle tasse (circa 1.150 euro). E per gli oltre 5 milioni di lavoratori autonomi che hanno perso il loro reddito a causa del coronavirus, l’Hmrc (l’Agenzia delle entrate britannica), ha istituito il Selfemployment income support scheme (Seiss), un programma che consentirà di ottenere fino all’80% del reddito perso con un limite di 2.500 sterline al mese (2.800 euro). Sul fronte dell’Iva, si è stabilito che i pagamenti dovuti dal 20 marzo al 30 giugno 2020 saranno differiti in maniera automatica senza necessità di farne domanda. Si avrà tempo fino alla fine dell’anno fiscale 2020-21 per pagare le passività accumulate durante il periodo di differimento senza l’applicazione di interessi sull’Iva differita. Mentre i rimborsi e i recuperi dell’Iva saranno pagati dallo Stato con regolarità. Non solo. Fino al 31 luglio prossimo verranno esentate dall’Iva le importazioni di forniture mediche acquistate al di fuori dell’Ue. Sempre in tema di imprese, saranno abolite temporaneamente le imposte sugli immobili per le aziende che operano nel settore delle vendite al dettaglio, del tempo libero e dell’ospitalità. Mentre i datori di lavoro potranno far richiesta allo Stato del pagamento dell’80% dei costi salariali mensili abituali dei dipendenti, fino a 2.500 sterline al mese, oltre ai relativi contributi di assicurazione nazionale e pensionistica. 


Stati Uniti


Spiegamento di forze senza precedenti anche in Usa. Da metà marzo in avanti l’Irs (l’Agenzia delle entrate di Washington) ha infatti acconsentito a differire per 90 giorni senza interessi il pagamento delle imposte dovute al 15 aprile portando la nuova scadenza al 15 luglio. Non solo. Sono stati concessi 1.200 dollari (poco più di 1.100 euro) di detrazioni fiscali a tutte le persone fisiche a cui se ne aggiungono 500 dollari (quasi 460 euro) per ogni figlio a carico. Sono poi stati esentati dal pagamento della penale del 10% i prelievi anticipati sul piano di accumulo pensionistico fino a 100 mila dollari (91 mila euro) per scopi legati al coronavirus con rientro entro 3 anni. Tra le numerose iniziative tributarie adottate a favore delle imprese, figura il differimento dal pagamento delle tasse per 90 giorni (dal 15 aprile al 15 luglio). Non solo. I datori di lavoro con meno di 500 dipendenti avranno diritto a un credito d’imposta rimborsabile al 100% sul salario retribuito richiesto a causa di un congedo per malattia/famiglia relativo alla Covid-19 e di ulteriori contributi per le prestazioni sanitarie. Le aziende che hanno subito un calo del fatturato superiore al 50% rispetto all’anno precedente a causa del Covid-19 otterranno il 50% di credito di imposta sui salari. Si è poi deciso per un aumento temporaneo della deduzione degli interessi passivi dal 30% al 50% dell’ebitda per il 2019 e 2020. Oltre a una detrazione temporanea dei riporti di perdite nette di esercizio fino a cinque anni addietro. L’Irs si è poi impegnata ad accelerare i rimborsi minimi di credito d’imposta per le imprese e a cancellare, in via temporanea, l’accisa che grava sull’alcool utilizzato per la produzione di disinfettante per le mani. Infine, i contributi di beneficenza potranno essere dedotti fino al 25% del reddito imponibile (dal precedente 10%).


Giappone


Poche ma concrete le misure tributarie messe in atto dal governo di Tokyo. Il termine per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi personali per il 2019 è stato prorogato di un mese, dal 16 marzo al 16 aprile 2020, così come il versamento dell’Iva e dell’imposta sui beni e servizi. 


Cina


Infine, la Cina. Sul fronte delle imposte personali, il governo di Pechino ha adottato l’esenzione dall’imposta sul reddito individuale (Iit) su indennità e bonus per il personale medico e il personale qualificato che ha partecipato alla prevenzione, al trattamento e alla gestione delle emergenze Covid-19. Oltre a questo, ha disposto l’esenzione dell’imposta per i medicinali, le forniture mediche e i dispositivi di protezione forniti dalle imprese ai dipendenti. Mentre le donazioni potranno essere detratte interamente ai fini del calcolo dell’imposta individuale. Non solo. Sul fronte dell’Iva e della imposta sui beni e servizi si è deciso di esentare dal versamento dell’imposta sul valore aggiunto le forniture dei servizi essenziali (come il trasporto pubblico) con effetto retroattivo al primo gennaio 2020. Sono poi stati esentati dal versamento dell’Iva i piccoli contribuenti di Hubei mentre nelle altre regioni si è disposto una riduzione del tasso di riscossione dell’Iva all’1% (dal 1° marzo 2020 al 31 maggio 2020). Esenzione Iva anche per gli interessi attivi degli istituti finanziari sui prestiti alle piccole e microimprese (entro la fine del 2023). L’Iva verrà invece rimborsata sulle principali forniture mediche e sui materiali legati alla prevenzione delle pandemie. A livello amministrativo si è disposto di esentare temporaneamente la verifica in loco per le applicazioni relative alle fatture. Per stimolare la produzione di prodotti essenziali per il contrasto alla pandemia, il governo di Pechino ha inoltre deciso di cancellare l’ammortamento fiscale su una lista di prodotti consentendo una detrazione fiscale una tantum nel corso del 2020. Mentre il reddito imponibile di impresa ha segnato importanti modifiche: i proventi dei premi derivanti dai servizi assicurativi forniti alle imprese che si occupano di piantagione, allevamento e allevamento di pollame potranno beneficiare di una riduzione del 10% della base imponibile (entro la fine del 2023). Così come quello degli istituti di credito che finanziano piccoli agricoltori. Le perdite subite dalle aziende nel corso del 2020 potranno essere portare a nuovo nei prossimi 8 anni. Mentre l’imposta sull’uso del suolo urbano sui terreni utilizzati dalle società di logistica per lo stoccaggio di merci potrà essere detratta al 50% fino a fine 2022.