IL DATO ARRIVA DALLE DICHIARAZIONI 2019 (ANNO DI IMPOSTA 2018). BOOM SULL’ARREDO

In crescita i bonus sulla casa

di Giuliano Mandolesi

Anche il 2018 si conferma un anno all’insegna delle detrazioni delle spese sul mattone.


Secondo quanto indicato nel report pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulle statistiche delle dichiarazioni fiscali per l’anno d’imposta 2018 infatti, continua incessante l’utilizzo da parte dei contribuenti italiani delle tax expenditures concesse per gli interventi di ristrutturazione sugli immobili (+11.9%), per il risparmio energetico di edifici ed unità immobiliari (+9.2%) e per le spese di arredo di immobili ristrutturati (+21.3%). 


Come specificato nel report, 26,7 milioni di euro sono riferibili alle nuove detrazioni per misure antisismiche, la cui percentuale di detraibilità è stata innalzata nel 2017 al 70% e 75% se si tratta di interventi che consentono il passaggio ad una o due classi di rischio inferiore di rischio) e all’80 e 85% se l’intervento riguarda invece parti comuni condominiali. Oltre 4,4 milioni di euro sono invece le spese riferibili al cosiddetto «bonus verde» che prevede una detrazione del 36% fino a un massimo di 5.000 euro per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti ed unità immobiliari.


Si incrementano anche le detrazioni al 19%


Continua a lievitare anche la spesa degli italiani in oneri detraibili al 19%.


Secondo quanto indicato nel report del Mef infatti, il totale del monte «oneri detraibili al 19%» esposto in dichiarazione dai contribuenti Irpef, si è incrementato del 4,7% rispetto al 2017, arrivando a toccare i 31,4 miliardi di euro.


Dall’analisi delle singole componenti si rileva che l’incremento è trainato dal +4.8 delle spese sanitarie, dal +11,2% delle spese di istruzione non universitaria (aumentate in diretta conseguenza dell’innalzamento del tetto massimo detraibile da 717 euro a 786 euro) e dal +5% delle spese per i corsi di istruzione universitaria.


Di estremo interesse, visto il continuo dibattito politico sul possibile taglio o rimodulazione delle tax expenditures è che la distribuzione degli oneri detraibili al 19% nelle classi di redditi.


Sulla base di quanto esposto nel documento, è possibile notare un andamento crescente degli oneri detraibili al 19% all’aumentare del reddito complessivi che raggiunge la massima concentrazione (22%) nella classe da 26.000 a 35.000 euro (pari ad 6,94 miliardi).


Facendo un’analisi per classi di reddito «aggregate», nella fascia tra i 20 mila ed i 50 mila euro l’incidenza dell’ammontare degli oneri detraibili esposti nei dichiarativi fiscali risulta pari a circa 18 miliardi di euro, quasi il 60% dell’importo complessivo delle tax expenditures al 19% (31,4 miliardi).


Nell’ambito degli oneri detraibili al 19%, inoltre nel 2018 sono state introdotte nuove spese che riguardano: • spese per abbonamenti al trasporto pubblico locale (utilizzato da circa 1,2 milioni di soggetti per un ammontare di 244 milioni di euro di spesa); 


• spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa) (utilizzato da oltre 5.500 soggetti per un ammontare di 3,5 milioni di euro di spesa); 


• spese per premi assicurativi contro eventi calamitosi (utilizzato da oltre 95.800 soggetti per un ammontare di 11,9 milioni di euro di spesa).


Gli oneri deducibili


Rispetto al 2017 gli oneri deducibili mostrano un incremento dello 0,5%, imputabile prevalentemente alla previdenza complementare (+6,5%), alle spese mediche per portatori di handicap (+5,5%) ed ai contributi per servizi domestici e familiari (+1,6%); di converso si assiste ad una contrazione dei contributi previdenziali ed assistenziali (-0,9%) che costituiscono comunque il 73% del totale degli oneri deducibili.