nessun limite all’impiego dei sistemi di videosorveglianza da parte degli organi di indagine nei luoghi pubblici o aperti al pubblico come può essere considerato anche un ambiente condominiale. Purché non si tratti del domicilio o della privata dimora. Lo ha chiarito la Cassazione, sez. VI pen., con sentenza n. 5253/2020. Un sottoposto ai domiciliari controllato dalla polizia con telecamere è stato sanzionato per aver violato gli obblighi imposti dal giudice. Contro questa misura punitiva l’interessato ha proposto censure evidenziando l’uso improprio delle telecamere da parte della polizia. Ma il collegio non ha accolto le sue doglianze. L’utilizzo delle telecamere da parte della polizia equivale ad un appostamento che può essere effettuato nei limiti dell’autonomia investigativa della pg. Ma solo nelle zone pubbliche o aperte al pubblico come può essere considerato anche un pianerottolo condominiale. Ovvero un luogo diverso dalla privata dimora e dal domicilio dove transita un numero indefinito di persone. E che può essere controllato senza necessità di preventiva richiesta all’autorità giudiziaria.