Tax credit locazioni al centro dei quesiti dei lettori del Sole 24 Ore. Segno che non tutti i dubbi sono stati dipanati con la circolare 14/E/2020 delle Entrate. Ma anche gli altri crediti d’imposta varati con il Dl Rilancio hanno stimolato la curiosità dei partecipanti di Telefisco. Vediamo alcuni tra gli argomenti più gettonati.
L’accesso al credito d’imposta sulle locazioni è condizionato al fatto che vi sia stata per il conduttore potenziale fruitore, una diminuzione di fatturato o corrispettivi di almeno il 50% nei mesi di riferimento del 2020 rispetto agli stessi periodi del 2019.
L’accesso, quindi, è inibito per tutti coloro che, essendo soggetti neo costituiti, sono privi del fatturato mensile di riferimento del 2019 da contrapporre al corrispondente dato del 2020. Grazie ai chiarimenti contenuti nella circolare 15/E inerente il contributo di cui all’articolo 25 del Dl 34/2020, è ragionevole affermare che questo problema possa ritenersi implicitamente risolto quando il soggetto neo costituito nel corso del 2019 o del 2020, opera in conseguenza di un’operazione straordinaria effettuata in regime di continuità soggettiva (tipicamente fusioni e scissioni) e se è l’acquirente o il conferitario di un’azienda trasferita a seguito di un’operazione di cessione o di conferimento. In questi casi, infatti, le Entrate hanno precisato che non si è in presenza di un soggetto neo costituito in senso proprio, per cui è possibile rifarsi ai dati (mensili) antecedenti l’operazione effettuata per verificare se si sia realizzato il calo di fatturato o corrispettivi minimo previsto dalla norma.
Anche se la circolare 15/E non si occupa nello specifico del tema, è da ritenere che lo stesso principio possa valere anche se il possesso dell’azienda viene trasferito non a titolo definitivo (cessione o conferimento) ma transitorio (affitto). Se, invece, il soggetto ha avviato l’attività ex novo e manca del mese di riferimento 2019, è escluso dal bonus locazioni. Un punto, questo, su cui in sede di conversione in legge del Dl Rilancio bisognerebbe riflettere.
Un altro quesito frequente in tema di credito d’imposta locazioni ha riguardato le casistiche nelle quali vi può essere una sovrapposizione soggettiva economica, ma non giuridica, tra locatore e locatario. Il caso tipico è quello della società immobiliare (spesso di famiglia) partecipata anche dal socio che gestisce l’attività commerciale cui è locato l’immobile di proprietà della stessa immobiliare. In molti hanno chiesto se in questi casi il locatario abbia diritto o meno di accedere al tax credit locazioni. L’articolo 28 del Dl 34/2020 non dispone alcun blocco specifico in queste situazioni per cui, in linea generale, le perplessità si ritiene non abbiano ragione di esistere.
Un ultimo cenno lo dedichiamo al tax credit relativo all’adeguamento dei posti di lavoro (articolo 120 del Dl 34/2020) per segnalare due aspetti. Il primo riguarda la platea dei soggetti potenzialmente interessati. Vero è che la disposizione evoca al comma 1 le imprese e i lavoratori autonomi che esercitano l’attività in luoghi aperti al pubblico ma poi la disposizione rimanda, per identificare nello specifico i soggetti interessati, al contenuto dell’elenco di cui all’allegato 1 del decreto. Scorrendo l’elenco emerge che il bonus interessa solo 41 codici Ateco e in questo elenco non ci sono attività professionali (si parla di guide e accompagnatori turistici, attività inerenti il campo artistico, della recitazione e della regia). Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro si caratterizza anche per il fatto che manca di una disposizione specifica che ne disponga l’irrilevanza fiscale in relazione alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’Irap, come, invece, è per gli altri tax credit disciplinati dal Dl 34/2020. Una mancanza che è opportuno venga colmata in sede di conversione se si vuole evitare il rischio di una tassazione della stessa agevolazione fiscale.

