Cndcec: «Ora il testo unico dei bonus casa»
I commercialisti chiedono il riordino della materia delle agevolazioni edilizie
Serve un completo riordino delle norme che governano i bonus casa. Perché derivano da una stratificazione non ordinata di interventi, dove i più vecchi (ancora vigenti) risalgono ai primi anni 2000: una matassa quasi inestricabile anche per i migliori esperti. È quanto ha spiegato il consigliere nazionale dei commercialisti, Maurizio Postal, nel corso dell’audizione sul superbonus, tenutasi ieri presso la Commissione bicamerale di vigilanza sull’anagrafe tributaria.
«Il primo e più importante intervento – ha spiegato Postal – di cui si ravvisa da tempo l’esigenza, ma che, con l’ulteriore potenziamento della disciplina delle detrazioni edilizie a cura degli articoli 119 e 121 del decreto Rilancio, palesa ancor più la propria indifferibilità, è quello di una sistematizzazione della disciplina». Insomma, un testo unico normativo.
Se non fosse possibile realizzarlo, sarebbe quantomeno opportuno venire incontro agli operatori e ai contribuenti predisponendo e mantenendo aggiornato un testo unico delle interpretazioni. «L’agenzia delle Entrate – ha aggiunto Postal – produce già ora utili “Guide” dedicate alle singole detrazioni edilizie, le quali, tuttavia, risultano molto spesso superate nel giro di poco tempo da ulteriori chiarimenti di prassi che vengono diramati nella forma di risposte a interpello, presentate da contribuenti con riguardo a singole fattispecie di interesse generale».
Il Consiglio nazionale dei commercialisti raccomanda, infine, «sin d’ora una proroga, almeno fino al 31 dicembre 2024, del termine finale fino a decorrenza del quale le spese sostenute per interventi agevolati possono beneficiare del superbonus al 110%». L’arco temporale che arriva fino al 2021 è, infatti, davvero troppo ristretto. Questo intervento andrà finanziato con la parte di sovvenzioni a fondo perduto del Recovery fund.

