Serve un testo unico delle detrazioni


Le detrazioni edilizie (la cui «famiglia», dal punto di vista del bilancio dello Stato, rappresenta «un impegno annuo di 10 miliardi di euro») vanno racchiuse in «un testo unico normativo», anche perché le singole guide realizzate dall’Agenzia delle entrate finiscono per esser «molto spesso superate, nel giro di poco tempo, da ulteriori chiarimenti di prassi» diramati come risposte a interpelli presentati dai contribuenti. E l’esigenza di un riordino sistematico della disciplina degli sconti fiscali per i lavori di ristrutturazione degli edifici si avverte con maggior forza in questa stagione, con l’arrivo del Superbonus al 110%. È la sollecitazione giunta ieri mattina dal consigliere nazionale dei commercialisti Maurizio Postal che, a nome della categoria, è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, in merito all’agevolazione concessa per specifici interventi di riqualificazione dei fabbricati. Una misura dalle «grandi potenzialità» e che, avendo suscitato ampio interesse, dovrebbe esser prorogata «almeno fino al 31 dicembre 2024», poiché al netto delle «tragiche vicissitudini, derivanti dalla pandemia», che stanno complicando significativamente «l’operatività decisionale, progettuale ed esecutiva di individui, condomini e imprese», il bilancio di questi primi mesi rende «del tutto irrealistica» una «adeguata utilizzazione» dell’iniziativa nel «ristretto arco temporale» che va fino a dicembre dell’anno prossimo. A tal fine, ha sollecitato il rappresentante dei commercialisti italiani, si potrebbe impiegare «la parte di sovvenzioni a fondo perduto del Recovery Fund» per finanziare l’estensione del Superbonus oltre gli attuali angusti termini finali» intervenendo o nella imminente legge di bilancio o nel primo provvedimento utile del 2021. Infine per Postal il legislatore dovrebbe chiarire la norma sul miglioramento di almeno due classi energetiche da ottenere con lo «sconto» fiscale, perché così verrebbe esclusa «la generalità degli edifici con vincoli storico-artistici, o paesaggistici» (migliaia, molti in città come Roma e Venezia).