Cessione crediti, piattaforma solo fiscale


Una piattaforma di cessione crediti ma solo per quelli di natura fiscale. La lotta all’evasione diventa spinta alla digitalizzazione dei pagamenti verso sistemi sempre più evoluti come lo smartpos e l’ulteriore abbassamento, dal primo gennaio 2022, del limite del contante a mille euro mentre la rivoluzione dell’ Iva per cassa va piano, puntando a essere inserita nel più ampio terreno della riforma fiscale. Sono queste alcune indicazioni che arrivano da Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate nell’audizione, ieri, in commissione finanze della Camera su «Tracciabilità dei pagamenti e semplificazione dei relativi adempimenti».


Rispondendo a un quesito dei deputati della commissione finanze, Ruffini ha avuto modo di chiarire il ruolo e il perimetro della piattaforma gestita dall’Agenzia delle entrate dove transitano tutti i crediti di imposta riconosciuti dal decreto Rilancio oltre quelli legati alle ristrutturazioni edilizie. «Sembra che si voglia affidare all’Agenzia delle entrate il compito di realizzare una sorta di piattaforma generale di compensazione tra i rapporti obbligatori degli operatori economici, emergenti dalle fatture elettroniche, a cui gli operatori aderirebbero su base volontaria». Dunque l’Agenzia precisa il confine entro cui può muoversi nella gestione dei crediti ma che siano fiscali: «Sebbene l’ipotesi appaia meritevole di approfondimento, si ritiene che la relativa realizzazione non possa essere affidata all’Agenzia delle entrate per ragioni di competenza istituzionale, in quanto concernente la regolazione di rapporti commerciali e non tributari. Non è da sottovalutare, inoltre, la notevole complessità di una simile attività, sicuramente foriera di incertezze e potenziali contenziosi». Proprio ieri intervenendo a un’audizione in anagrafe tributaria in Senato, il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli ha posto il tema della possibilità di usufruire del meccanismo della cessioni crediti anche per gli interventi legati al programma di industria 4.0. 


Sono invece, secondo l’Agenzia delle entrate, 1,4 mln i soggetti che si sono dotati di un registratore di cassa telematico.