Superbonus volano energetico

La riqualificazione energetica degli immobili può contribuire al rilancio del mercato immobiliare, anche alla luce del fatto che in Italia oltre 12 milioni di immobili hanno più di 40 anni, e il superbonus 110% può essere uno strumento utile per agevolare la transizione. E’ quanto emerso ieri durante la presentazione del terzo Osservatorio sul mercato immobiliare 2020 di Nomisma. «La rivalutazione degli immobili, le detrazioni fiscali, una minore rischiosità del credito e i risparmi in bolletta sono tra i principali benefici principali della riqualificazione energetica. A questo si aggiungono anche una serie di vantaggi non economici, che sono altrettanto rilevanti», ha detto Gianluca Natalini, manager consulting di Crif real estate services, , sottolineando che le performance energetiche hanno un impatto sui valori immobiliari. «Con un salto di due classi rispetto a quella di partenza la premialità è più sostenuta quando si arriva in classe A (+10,6%) e meno marcata per le classi più basse». Gli italiani però hanno negli anni passati rimandato i lavori, giudicandoli troppo costosi. Ora sembrano incoraggiati dal superbonus, introdotto a maggio con il decreto Rilancio, oggetto di successivi chiarimenti e partito effettivamente a luglio, mentre da metà ottobre è attivo il portale per comunicare all’Agenzia delle entrate l’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura. «Siamo ai nastri di partenza, perché finora sono pochi gli interventi presentati e realizzati, ma il potenziale è molto alto visto che si calcola siano 12,5 milioni le famiglie che potrebbero essere interessate», ha sottolineato Marco Marcatili, responsabile sviluppo di Nomisma. Sul fronte banche, «Intesa Sanpaolo già da agosto ha reso disponibili gli strumenti per il superbonus e a settembre lo ha avviato estendendolo alla clientela», ha evidenziato Anna Roscio, responsabile direzione sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo. «Il ruolo delle banche, come soggetti che acquistano il credito di imposta è fondamentale, per acquistare sia da privati che da aziende. Allo stato attuale sono 22 mila le richieste in piattaforma, di cui 7 mila mila privati e 5 mila imprese. A testimoniare una domanda crescente e il grande interesse da parte sia di privati che di aziende: in questo momento abbiamo progetti per oltre 1 miliardo caricati in piattaforma. Ci aspettiamo che ci sia una proroga e auspichiamo correzioni per estendere il superbonus anche al patrimonio immobiliare del turismo, ovvero ai luoghi adibiti all’accoglienza turistica». E a proposito di banche, le Casse rurali trentine, rappresentate dalla capogruppo Cassa centrale banca, hanno reso noto che sigleranno nei prossimi giorni tre accordi con Acli Servizi, Associazione artigiani e Ance Trento, nell’ambito del progetto superbonus 110%. L’obiettivo è rinforzare e valorizzare le misure già messe in campo a favore della riqualificazione energetica e ammodernamento del patrimonio immobiliare della provincia di Trento. Per la consulenza fiscale, l’accordo con Acli Servizi, dice una nota, «garantirà un supporto professionale qualificato ed efficiente ai privati committenti, agli amministratori di condominio, ma anche a progettisti ed installatori. L’alleanza con l’Associazione artigiani favorirà l’esecuzione ottimale dei lavori di riqualificazione e ristrutturazione, facilitando i soci e clienti delle Casse rurali nella scelta degli artigiani o piccole imprese più idonei per l’esecuzione dei lavori programmati. Il protocollo d’intesa con Ance Trento, infine, ha lo scopo di incentivare il finanziamento dei lavori e dare alle imprese l’opportunità di monetizzare il credito fiscale ricevuto in pagamento.