In calo le case su Airbnb, cresce chi ne affitta solo una

Più host attivi sulla piattaforma (17,2%), ma meno appartamenti affittabili (-10,4%). Anno su anno, è l’effetto del combinato disposto dell’aumento di chi si iscrive su Airbnb per affittare un appartamento e il calo della presenza di chi invece ne ha in gestione oltre un centinaio. Erano 110 nel luglio dello scorso anno, sono scesi a 85 all’inizio di ottobre di quest’anno. Quale sia la ragione, i numeri a disposizione del Sole24Ore non lo dicono. Un’ipotesi ragionevole è che sia un riflesso dello stop al turismo imposto dalle misure di contenimento della pandemia da nuovo coronavirus.

I dati sono stati raccolti e messi a disposizione del Sole 24 Ore dall’associazione onData, sodalizio impegnato nella diffusione della cultura degli open data. Un’operazione, quella di estrarre le informazioni dalla piattaforma di affitti brevi, possibile grazie al fatto che Airbnb tollera questo tipo di attività. Dal dataset aggiornato al 6 ottobre scorso, emerge innanzitutto la contrazione nel numero degli appartamenti disponibili, rispetto alla medesima rilevazione effettuata nel luglio dello scorso anno: erano poco meno di 417mila quindici mesi fa e a ottobre 2020 sono scesi a 373mila. Anche i posti letto disponibili su Airbnb sono scesi del 10,3%, passati in poco più di un anno da 1 milione e 829mila a 1 milione e 641mila.

Gli host a cui fanno capo gli annunci, invece, sono aumentati del 17,2%, arrivando a superare i 200mila. Entrando più nello specifico, i dati mostrano un incremento del 7,3% di coloro che utilizzano Airbnb per mettere in affitto un singolo appartamento. Erano 130mila nel luglio dello scorso anno, ad ottobre 2020 hanno raggiunto i 139mila. Ben più significativo, invece, l’aumento del numero di quanti utilizza la piattaforma per gestire un numero di alloggi compreso tra 2 e 6, passati da 38mila a poco meno di 57mila. Un incremento pari al 48,7%. Più in generale, cresce il numero di soggetti che hanno un portafoglio inferiore ai 99 alloggi.

Il calo riguarda invece il numero di host, verosimilmente intermediari o persone giuridiche, che gestiscono almeno 100 appartamenti. Sono passati da 110 ad 85, con una riduzione del 22,7% rispetto alla rilevazione del luglio 2019. È possibile che qualcuno abbia deciso di fare da sé, ma i dati, da soli, descrivono il fenomeno ma non ne indicano le cause.