Sconto del 50% su affitti ridotti
Sconto del 50% sugli affitti ridotti. Tra le novità del dl Ristori introdotte nei giorni scorsi dalle Commissioni riunite del Senato e su cui l’aula di Palazzo Madama si appresta a votare la fiducia, vi è un contributo dello Stato per i proprietari di abitazioni che ridurranno il canone di affitto, pari al 50% dello sconto che applicheranno agli affittuari, fino a un massimo di 1.200 euro l’anno. Si prevede, inoltre, l’istituzione di un fondo di 50 milioni di euro, per l’anno 2021, per la sostenibilità del pagamento degli affitti di unità immobiliari residenziali nelle zone ad alta tensione abitativa. Ma questi sono alcuni degli emendamenti introdotti nel dl Ristori. Dopo lo stop alle rate dei mutui sulla prima casa per tutto il 2021 ed il rifinanziamento di 400 milioni del Fondo Gasparrini, è stata introdotta anche la rateizzazione del versamento Irap fino ad aprile 2021, insieme con la detassazione di contributi e indennità Covid (si veda la sintesi delle novità in tabella).
La seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap potrà, quindi, essere pagata anche con la rateizzazione fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 aprile 2021. Bar, ristoranti ed ambulanti, potranno fruire dello stop al versamento di Cosap (canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche) e Tosap (tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche) per i primi tre mesi del 2021, fruendo così, fino ad aprile, dell’esenzione dal pagamento del canone e della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Inoltre, è previsto uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni per i datori di lavoro, che occupano fino a nove dipendenti, che assumeranno nel 2021 giovani con contratti di apprendistato.
Le imprese dello spettacolo, cinema e audiovisivo e musicali, si vedono, poi incrementare le dotazioni dei rispettivi fondi per l’emergenze (si veda altro articolo a pagina 33). Infine, è stato aumentato per il 2021 il contributo una tantum fino a 1.000 euro ed entro il tetto di spesa di 7,2 mln di euro, alle persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente, che hanno sostenuto oneri straordinari per lo svolgimento dell’attività durante l’emergenza.

