Superbonus, compensi all’Agcm
Segnalazioni all’Antitrust per i general contractor che non rispetteranno il principio dell’equo compenso in relazione ai lavori necessari per ottenere il Superbonus. Il Mise, di intesa con il Ministero della p.a., dovrà comunicare le eventuali violazioni all’Autorità garante per la concorrenza e del mercato. È quanto prevede l’emendamento che garantisce l’equo compenso per tutti i professionisti nei lavori legati al Superbonus (si veda ItaliaOggi del 15 dicembre) presentato dal senatore Andrea de Bertoldi. «Dobbiamo evitare qualsiasi forma di sfruttamento nei confronti dei professionisti», spiega ad ItaliaOggi de Bertoldi. «Abbiamo già avuto diverse segnalazioni di pacchetti offerti da general contractor che prevedono compensi bassi per i professionisti, o comunque non in linea con una normativa nazionale, quella dell’equo compenso appunto. Questo, insieme alla semplificazione delle procedure, è uno degli aspetti più importanti da migliorare in merito al 110%. Per quanto riguarda l’equo compenso di per se, invece, questa vicenda ci dimostra che è necessario rafforzare l’istituto: nonostante fosse già una legge dello stato, infatti, è stato necessario introdurre un’ulteriore disposizione per avere garantita la tutela anche per i lavori del superbonus. Proprio per questo ho presentato una proposta di modifica alla norma sui compensi che possa agire a monte, invece che a valle, prevedendo la nullità dei rapporti in violazione dell’equo compenso». 


L’emendamento, come detto, sancisce l’obbligo di corrispondere ai professionisti incaricati dei lavori legati al superbonus un equo compenso, secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2018 (legge 205/2017). Saranno il Mise e il Ministero della Pa a «garantire le misure di vigilanza… segnalando eventuali violazioni all’Autorità garante per la concorrenza e del mercato». 


La misura ha trovato il plauso delle associazioni di categoria. In particolare della Rete delle professioni tecniche (Rpt), che aveva presentato una proposta di modifica sull’incentivo proprio finalizzata a corrispondere compensi equi ai professionisti incaricati dei lavori: «sicuramente, l’emendamento rappresenta una notizia positiva», il commento fatto ad ItaliaOggi da Armando Zambrano, coordinatore della Rpt. «Una misura importante non solo per i professionisti, ma anche per il buon funzionamento del superbonus: stanno nascendo ogni giorno nuovi general contractor, che spuntano come funghi e che si propongono come interlocutori per lo svolgimento complessivo di tutte le pratiche, entità che spesso non hanno all’interno figure professionali d’esperienza, fondamentali per fruire dell’incentivo. Quindi, in molti casi, vengono richiesti interventi di professionisti esterni verso i quali sono previsti compensi non adeguati al lavoro svolto. Importante anche il riferimento al monitoraggio e alle segnalazioni all’Antitrust; noi abbiamo già in piedi un nucleo dedicato al controllo del rispetto della misura a livello nazionale, i cui risultati saranno messi a disposizione per questi ulteriori controlli». Oltre all’attività con la Rete delle professioni tecniche, Zambrano è anche presidente del Consiglio nazionale ingegneri. E proprio il Cni avvierà un’azione per tutelare i professionisti: «Come Consiglio valuteremo le varie piattaforme nate in questi mesi per capire la conformità alle regole e la qualità delle proposte». Infine, Zambrano propone un’estensione della tutela anche per i lavori legati al sismabonus: «Non possiamo pensare che se una garanzia opera per una certa tipologia di interventi poi sparisca quando cambiano le attività a cui fare riferimento. Siamo sicuri che l’estensione anche per i lavori del sismabonus sarà accolta, anche l’emendamento per come è scritto va in quella direzione».