Un portale unico per il 110%
«Superbonus 110%» senza (troppi) «inciampi», se gestito all’interno di «un portale unico», in cui possano confluire tutte le comunicazioni necessarie che contribuenti e professionisti devono effettuare, per usufruire dell’incentivo per le ristrutturazioni, all’insegna dell’efficientamento energetico e della riqualificazione sismica: è la strada indicata dalla Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria che (a seguito di un ciclo di audizioni con i principali «attori» coinvolti nella misura) ha assemblato un ventaglio di proposte di correzione (e «semplificazione») riguardo alla norma del decreto rilancio (si veda ItaliaOggi dell’8 e del 12 dicembre scorso). E lo ha dispiegato ieri pomeriggio, nel corso di una conferenza a Montecitorio, cui hanno preso parte, oltre al presidente dell’organismo, l’onorevole Ugo Parolo (Lega), alcuni componenti della Bicamerale, ossia il deputato Carlo Giacometto (Fi) ed i senatori Mauro M. Marino (Iv), Andrea de Bertoldi (FdI) ed Emiliano Fenu (M5s).
Altra strada da percorrere per facilitare l’utilizzo del «Superbonus», hanno segnalato i politici (in maniera trasversale) è creare degli «appositi formulari», ai quali i rappresentanti delle categorie professionali possano «far riferimento e attenersi», perché tale percorso «agevolerebbe le attività degli addetti ai lavori e mitigherebbe la tendenza alla refrattarietà a cogliere l’occasione» dell’incentivo fiscale che «si sta diffondendo, a fronte delle difficoltà amministrative», hanno lamentato coralmente. Altrettanto unanime, poi, la richiesta, per consentire un impiego «più fluido» dell’opportunità, di gettare lo sguardo oltre il 2021, affinché la norma possa viaggiare senza incertezze «almeno fino al 2023», con l’intento, poi, di farla divenire «strutturale».
È considerata, inoltre, una carenza da colmare la mancata previsione di applicazione del «Superbonus» alle «spese relative alla rimozione e allo smaltimento dell’amianto», così come la Commissione per l’Anagrafe tributaria ha menzionato l’urgenza di «subordinare l’intervento del cappotto termico alla diagnostica della resistenza delle strutture», in considerazione del fatto che, sugli edifici «più datati», nel nostro Paese, «sussistono fratture, o fessurazioni occulte». E che un recente rapporto (citato nel testo) metta in risalto come «il 57,5% dei 12,5 milioni» delle strutture edili della Penisola abbia «più di 50 anni». Insieme all’esigenza di ampliare il raggio d’azione dell’agevolazione ai «monoproprietari» di fabbricati, la relazione illustrata da Parolo ha ventilato l’idea di istituire presso il Mise un «Osservatorio di carattere consultivo sulla materia, cui possano partecipare pure esponenti di categorie ed Ordini professionali».

