L’ATTIVITÀ DELLA GUARDIA DI FINANZA SULL’INDEBITA PERCEZIONE DEI CREDITI DI IMPOSTA
Bonus edilizi, 1,6 mld bloccati
Bonus edilizi, dalla Guardia di finanza sequestri da 1,6 mld in quattro operazioni a Roma, Napoli, Rimini e Perugia. Le operazioni comunicate della Guardia di finanza sono solo alcune del programma di controlli messo a punto dal corpo sulle presunte frodi sulle cessioni dei crediti fiscali. Quattro operazioni che da sole hanno fatto emergere e porre sotto sequestro 1,6 mld di euro.Dopo il maxi sequestro di Roma da un miliardo di euro ci sono state le operazioni di Rimini con 440 mln, Napoli con 110 mln di euro e Perugia con 103 mln. Al momento non c’è ancora un rendiconto ufficiale di altri interventi che in Italia stanno avvenendo in queste settimane con importi magari anche più piccoli e che dovranno poi successivamente essere rendicontati alla centrale operativa della Gdf. Ma da sole danno la dimensione dell’entità dei rischi e dell’effetto domino che si è innescato con la circolazione dei crediti soprattutto legati all’edilizia senza un adeguato controllo da parte degli intermediari.

E al momento, sebbene gli aggiornamenti introdotti con il decreto Sostegni 3 (dl 4/22) sono stati comunicati ai reparti con una circolare riepilogativa delle novità normativa, l’indicazione è quella di continuare seguendo le norme del dl antifrodi, poi confluito nella legge di bilancio e aspettare il destino delle ultime disposizioni che hanno bloccato la cessione dei crediti successiva a una.

Insomma si dà per scontato che l’impianto del decreto Sostegni 3 sulla cessioni crediti non manterrà la sua formulazione originaria che a rigor di norma è però pienamente operativa.

Il filo rosso che lega le operazioni della Guardia di finanza affidate alla magistratura che ha operato con le ordinanze di sequestri e misure cautelari è sul sodalizi criminali responsabili di aver creato e commercializzato falsi crediti di imposta, introdotti tra le misure di sostegno emanate dal Governo con il decreto rilancio (D.L. 34/2020), durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19 per aiutare le imprese e i commercianti in difficoltà. Si va dalle da 56 soggetti che si sono avvalsi di 22 prestanomi, ha un nucleo centrale di 12 persone, oggi sottoposti a misure cautelari , tra imprenditori e commercialisti alle 21 di Napoli, o alle due maxi frodi di Roma accentrate nelle attività di due società che hanno riscosso i crediti monetizzandoli direttamente mediante l’ulteriore cessione a «taluni dei “grandi acquirenti” che operano in questo mercato (Poste Italiane, Cassa Depositi e Prestiti, ecc.)», come si legge dalla nota della procura di Roma.

Spesso nelle comunicazioni all’Agenzia delle entrate venivano comunicati lavori mai ultimati simulando fatture mai emesse.

In un passaggio della procura di Roma è criticata la normativa sulla cessione dei crediti: «L’entità veramente ingente dei crediti messi in circolazione mediante le due ipotizzate frodi ed attualmente suscettibili di essere ulteriormente commercializzati ha imposto a questo ufficio di adottare il provvedimento di sequestro in via d’urgenza, anche in considerazione delle modalità particolarmente semplificate previste dalla legge per la negoziazione dei crediti fiscali in materia edilizia che determina una velocissima circolazione degli stessi».

Se da un lato dunque si critica il meccanismo della cessione crediti è pur vero, dall’altro che gli input nelle indagini è arrivato da parte dell’Agenzia delle entrate allertata dalle verifiche sulla piattaforma della cessione dei crediti, in altri casi, come Rimini dal controllo incrociato effettuato per una indagine su procedure fallimentari, o dall’attività che congiuntamente Guardia di finanza e Agenzia delle entrate hanno messo in pratica soprattutto in contemporanea con la normativa emergenziale dei contributi per le imprese.

fonte italiaoggi