Consap: «Boom mutui prima casa under 36, occorre andare avanti»
Parla l’Ad. Le domande dei giovani a fine 2021 hanno toccato quota 51mila contro le 25mila del 2020 per 6 miliardi in otto mesi. «L’emergenza non è finita»

Il fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa in otto mesi ha avuto un vero e proprio boom . È stato potenziato a maggio 2021 con il Sostegni bis, che ha facilitato l’accesso per i giovani under 36 e ampliato la copertura dal 50 all’80% fino a un massimo di 250 mila euro. L’effetto delle novità non si è fatto attendere: le domande presentate da giovani o giovani coppie sono passate da 25 mila del 2020 a 51 mila a fine 2021, a fronte di un erogato di circa 6 miliardi e di un importo medio richiesto di 100 mila euro. Le richieste d’intervento di Consap si sono moltiplicate negli ultimi due anni con la crisi sanitaria ed economica. Altro caso emblematico è il Fondo di solidarietà per la sospensione dei mutui della prima casa, passato dal ricevere alcune centinaia di richieste al mese a trattarne 60 mila solo a maggio 2020, quando a seguito del primo lockdown ha avuto su imprese e professionisti, si è registrata un’ondata di richieste di intervento senza precedenti.

«Per supportare le diverse attività affidate a Consap di recente è stato avviato un importante processo riorganizzativo che ha coinvolto tutti i rami della società. Abbiamo facilitato in questo modo l’interlocuzione con il ministero per l’Economia e abbiamo anche creato una nuova struttura per l’Ict, perché la gestione delle piattaforme è fondamentale per le attività di Consap», racconta Vincenzo Sanasi D’Arpe,avvocato, professore straordinario di diritto dell’economia e uno dei maggiori esperti di amministrazione straordinaria di crisi delle grandi aziende. È il nuovo ad di Consap dal gennaio 2021. Il potenziamento del fondo per la prima casa è autorizzato dalla legge fino a fine 2022, con un finanziamento da 242 milioni. Visto il successo ha senso andare avanti? «Gli effetti dell’emergenza pandemica sull’economia non si esauriscono quando la pandemia cessa. A maggior ragione, poi, se si aggiungono nuove emergenze, come quelle determinate sulle economie dal conflitto in Ucraina. Le misure di supporto si sono rivelate molto efficaci», chiosa il manager. La Consap, che ha ereditato dopo la privatizzazione dell’Ina la gestione dei servizi assicurativi pubblici, in realtà si occupa di tante cose. «Questa società gestisce oltre 40 attività», dice il manager.

Tra i fondi più noti gestiti da Consap c’è il Fir (Fondo Indennizzo Risparmiatori), nato per ristorare i risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie avvenute tra il 2015 e il 2018. I rimborsi sono stabiliti da una commissione tecnica nominata dal ministero per l’Economia. «Quando mi sono insediato, un anno fa, il Fir aveva pagato 18,5 milioni a fronte di un finanziamento pubblico di 1 miliardo e 575 milioni. Mi sono subito attivato perché fosse data un’ulteriore intensificazione all’attività della Commissione e di fatto oggi, con il costante supporto di Consap, essa ha valutato 122 mila domande su 144 mila pervenute, per un valore di 788 milioni, e disposto pagamenti per 740 milioni» racconta Sanasi.

La legge di bilancio ha prorogato l’operatività del Fir a quest’anno. Era un passaggio necessario? «Il Fondo è stato oggetto di una proroga fino a luglio 2022. È prevista la possibilità di inoltrare nuovamente le domande per chi si fosse già registrato nel sistema ma non avesse avuto modo di perfezionare la domanda nel 2020, fino a marzo 2022. Il sistema del Fir ha funzionato, anche perché è stato impostato su una domanda completamente digitalizzata».

Il core business di Consap è rappresentato dalla sua matrice assicurativa principalmente configurata nel fondo di garanzia per le vittime della strada che costituisce il core business di Consap e incide per il 60% sulle attività e nel 2021 ha erogato 272 milioni. Ma la società gestisce anche altri fondi. «Abbiamo digitalizzato gli archivi del ministero sul fondo per le vittime dei reati di mafia, dei reati intenzionali violenti, dell’estorsione e dell’usura. Il fondo è gestito da due diversi comitati: uno presieduto dal commissario straordinario per le vittime dei reati di mafia e i reati intenzionali violenti (leggi femminicidi, violenze carnali, ndr), un altro invece dal commissario straordinario per l’antiracket. Ho deciso di entrare a far parte in prima persona di questi comitati», chiosa Sanasi. Il fondo per i reati di mafia e violenze ha effettuato 124 contributi a favore delle vittime nel 2020 erogando 2,9 milioni; nel 2021 l’attività è cresciuta a 189 contributi a favore delle vittime per 4,7 milioni. «In questi casi Consap ristora la vittima di un reato previo accertamento che essa sia lontana da ambienti criminali, per poi rivalersi sugli autori del reato stesso», dice.

La società guidata da Sanasi sta inoltre lavorando a un progetto per creare uno strumento centralizzato di gestione delle polizze sui danni catastrofali per la pubblica amministrazione, attraverso una collaborazione tra il settore pubblico e il comparto assicurativo. Questa tipo copertura diventerà prima o poi obbligatoria per tutti. La società ha inoltre aderito al progetto piattaforma digitale nazionale dati e collabora con PagoPa per semplificare gli adempimenti amministrativi di cittadini e imprese.

fonte sole24h