Cessione crediti, istruttorie avanti piano
Itempi di istruttoria di banche ed intermediari frenano le cessioni dei bonus edilizi. E con Poste e Cassa Depositi e Prestiti ancora ai box diventa difficilissimo rispettare la scadenza per la trasmissione delle opzioni all’agenzia delle entrate fissata per il prossimo 7 aprile. A rischio sia i trasferimenti dei tax credit derivanti da interventi le cui spese sono state sostenute nel 2021, sia le cessioni dei 9/10 di quelle invece relative nell’annualità 2020 (le c.d. quote residue). Unica salvezza e alternativa resta quella della detrazione diretta in dichiarazione dei redditi 2022 del decimo di competenza per poi procedere alla cessione delle quote di detrazioni residue non fruite post 7 aprile. Tale via però non è perseguibile da soggetti ad Irpef zero, compresi gli incapienti, e dai contribuenti che pagano imposte sostitutive, tutte casistiche che per loro natura non hanno accesso a detrazioni d’imposta e che restano legate indissolubilmente alla scadenza di aprile per fruire indirettamente dei bonus altrimenti non utilizzabili.
I tempi di istruttoria – La sospensione dell’attività di Poste e Cassa depositi e Prestiti ha messo sotto pressione banche ed intermediari finanziari, comprese le società di consulenza che ne seguono le istruttorie per la verifica documentale necessaria per procedere con i trasferimenti dei bonus. Alcune società infatti nei portali dedicati al caricamento dei documenti, indicano che stanno registrando una volume intenso di richieste derivante sia dall’approssimarsi della scadenza normativa (quella del 7 aprile) sia dalla sospensione dell’attività di alcuni operatori che ha fatto concentrare le richieste di acquisto sugli istituti ancora attivi sul mercato. E’ infatti noto come in diretta conseguenza dell’entrata in vigore della stretta sulle cessioni crediti non solo Poste e CdP ma anche altri istituti hanno temporaneamente congelato le attività di acquisizione dei bonus interessati dalla normativa citata. Ora il mercato è ripartito ma i tempi stringono. Alcuni intermediari infatti prevedono fasi istruttorie di 30-45 giorni dal completamento documentale della richiesta che, se effettuata in questi giorni, non consentirebbe ai contribuenti cedenti il rispetto della data del 7 aprile per la trasmissione della comunicazione di opzione all’agenzia delle entrate. Va detto però che alcune società di consulenza interrogate da ItaliaOggi invece, garantiscono lavorazioni con tempistiche ridotte e un massimo di 7/10 giorni di istruttoria.
Il 7 aprile gli invii – L’agenzia delle entrate con provvedimento n. 2022/35873 per dare ai contribuenti e agli intermediari più tempo per trasmettere le comunicazioni delle opzioni di cessione (o sconto in fattura) dei crediti derivanti dai bonus edilizi, ha prorogato l’invio delle stesse dal 16 marzo, scadenza ordinaria, al 7 aprile 2022. La scadenza interessa per le cessioni delle spese sostenute nel 2021 e per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese del 2020. Viste le numerose modifiche normative nell’arco degli ultimi 4 mesi (ben 4 a partire dal 12 novembre 2022 col dl 157/2021 e l’ultima con il dl 13/2022 del 25 febbraio), che hanno di fatto bloccato il mercato dei trasferimenti dei tax credit, la proroga rischia però di rivelarsi poco efficacie. In assenza di altri interventi, chi non riuscirà a cedere entro il 7 aprile dovrà portare in detrazione la quota di competenza ma potrà comunque trasferire i 9/10 residui 2021 e gli 8/10 del 2020 a partire da tale data.
fonte italiaoggi

