Spese sostenute nel 2022, cessione crediti a pieno ritmo
Viaggiano già a pieno ritmo le cessioni dei crediti derivanti dai bonus edilizi per le spese sostenute nel 2022. Banche ed intermediari finanziati, Poste comprese, stanno già massivamente procedendo con le acquisizioni dei tax credit targati 2022 anche se per espressa previsione dettata dall’agenzia delle entrate si tratta di crediti «in incubazione» poiché utilizzabili per gli acquirenti solo a partire dal 1 gennaio 2023.

Intanto l’emendamento approvato ieri in Commissione bilancio del Senato, con la proroga al 29 aprile dell’invio delle comunicazioni per l’esercizio delle opzioni per cessione o sconto in fattura delle spese sostenute nel 2021 (comprese le quote residue 2020, vedi ItaliaOggi di ieri) da nuova linfa al mercato dei bonus rimettendo in gioco molti cedenti «ritardatari».

Come evidenziato su ItaliaOggi dell’8 marzo scorso infatti, alcuni intermediari finanziari, comprese le società di consulenza che gestiscono le istruttorie delle pratiche di cessione per gli acquirenti effettuando i controlli documentali, non garantivano la lavorazione delle richieste presentate dai contribuenti dopo il 25 febbraio 2022 entro l’attuale data fissata per l’invio delle comunicazione all’agenzia delle entrate, ovvero i prossimo 7 aprile.

Di fatto quindi la proroga al 29/4 sarà determinante tanto per le pratiche di cessione appena presentate tanto, e soprattutto, per quelle datate fine febbraio inizio marzo aumentando per i contribuenti la possibilità di portare a compimento i trasferimenti.

In caso contrario, senza considerare la proroga, alcune banche ed intermediari già si erano comunque preparati offendo la possibilità ai contribuenti che non avevano completato l’istruttoria in tempo per il 7 aprile, di acquisire immediatamente le quote residue delle spese 2021 (i nove decimi) e quelle 2020 (gli otto decimi).

Le cessioni delle spese 2022.

In tempi record, anche grazie al portale dell’agenzia delle entrate già aggiornato, sono già attive le cessione dei crediti relativi alle spese sostenute nel 2022.

In moltissimi casi non si tratta di costi relativi ad interventi ex novo ma di spese slittate nel 2022 per operazioni in essere già nel 2021.

Inoltre, molti contribuenti che hanno ceduto i propri crediti post 12 novembre soggiacendo agli obblighi del primo decreto antifrode (il dl 152/2021 poi assorbito nella legge 234/2021) sostenendo nel 2022 i collegati oneri professionali per visto di conformità e asseverazioni, già possono procedere con trasferimenti di tax credit derivanti da queste tipologie di spese detraibili.

Va ricordato che, come disposto dal provvedimento n. 283847/2020 dell’8 agosto 2020, aggiornato poi con il successivo n. 2022/35873 del 3 febbraio scorso, i crediti d’imposta trasferiti e generati da spese 2022 attualmente possono considerarsi in incubazione poiché utilizzabili solo dal 1 gennaio 2023.

Come indicato al punto 5, paragrafo 5.1 dei provvedimenti citati infatti i cessionari possono fruire dei bonus acquisiti con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione, a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla corretta ricezione della comunicazione all’agenzia delle entrate e comunque non prima del 1° gennaio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese.

L’allarme di inarcassa.

Intanto Fondazione Inarcassa segnala che non hanno sortito gli effetti sperati le modifiche al decreto sostegni ter (il dl 4/2022) apportate dall’ultimo decreto di contrasto alle frodi (il dl 13/2022) che ha ampliato da 1 a 3 il numero massimo di cessioni effettuabili dei tax credit da bonus edilizi.

«Come era prevedibile» dichiara il presidente Franco Fietta «aver limitato – da parte del governo – la cessione del credito alle banche, alle assicurazioni e agli istituti finanziari, ha esaurito velocemente i plafond disponibili».

fonte italiaoggi