Catasto, mappatura senza valori di mercato Prove d’intesa sul fisco
Delega fiscale. Incontro positivo fra Draghi e centrodestra, ma Palazzo Chigi precisa: nessuno stralcio. Al lavoro su un nuovo testo. Avvicinamento al duale

ROMA

Si riparte «dalla mappatura degli immobili con aggiornamento periodico dei relativi parametri», ma senza i riferimenti ai «valori di mercato». E da una versione più generica del passaggio al sistema duale, che potrebbe perdere il riferimento all’aliquota unica, e alle due aliquote transitorie iniziali, in cui riunire la tassazione delle voci escluse dall’Irpef riservata ai redditi da lavoro e pensione.

Raccontano questo le ultime bozze di riformulazioni al testo della delega fiscale a cui hanno iniziato a lavorare ieri gli esponenti di governo di area centrodestra per dare gambe al tentativo di mediazione chiamato a ricostruire la maggioranza che si è divisa in due sulla riforma.

Il nuovo giro di taglia e cuci al testo è ripartito subito dopo l’incontro di ieri mattina fra il presidente del Consiglio Mario Draghi e la delegazione di centrodestra guidata dal segretario leghista Matteo Salvini e dal coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani.

Nel vertice in realtà si è deciso di non decidere. E di guadagnare tempo. Il verdetto arriverà dopo Pasqua. Ma il confronto di un’ora e mezza è servito a rasserenare il clima, definito «molto collaborativo». E a far filtrare la convinzione che l’accordo sia a portata di mano: sul sistema duale si sarebbe già a buon punto, sul Catasto invece l’operazione è più laboriosa ma il ministro dell’Economia Daniele Franco, presente anche lui all’incontro, ha messo al lavoro i tecnici del Mef per una formulazione alternativa.

Le prospettive di una rottura della maggioranza e di una possibile crisi di governo sono dunque rientrate. Anzi, sia Salvini sia Tajani – i primi a parlare – hanno esordito confermando la loro fiducia al Governo. La riforma del Catasto dunque si farà. Il centrodestra ha fatto sapere di «non averne mai chiesto lo stralcio» ma la norma sarà rivista per «evitare ambiguità». Draghi durante il faccia a faccia – presenti i capigruppo di Lega e Fi e i centristi Maurizio Lupi, Lorenzo Cesa e Marco Marin – ha ripetuto per l’ennesima volta che il Governo non ha alcuna intenzione di aumentare le tasse né sulla casa né altrove ritenendo l’attuale pressione fiscale fin troppo alta. Quella sul Catasto – ha insistito – non è altro che un’operazione di trasparenza. Salvini è uscito dal vertice soddisfatto . «È stato un incontro positivo, distensivo, nelle prossime ore si lavora e si risolvono i problemi. L’importante è che ci sia certezza che nessuno pagherà un euro un più», ha detto il segretario del Carroccio, evidenziando anche la «prova di compattezza» fornita dal «centrodestra di governo». Gli ha fatto eco Tajani, mettendo in chiaro via Twitter che non c’è alcuna intenzione di mettere in difficoltà il governo che «deve continuare a lavorare, ma non permetteremo nessun aumento alle tasse». Anzi dalla Lega fanno sapere che durante l’incontro Salvini avrebbe rilanciato «la pace fiscale» .

Ma nonostante la serena ufficialità dell’incontro il passaggio dalle parole della politica alla pratica della riforma resta stretto da concretissime questioni di merito.

Sul Catasto, la diga esplicita contro gli aumenti di tasse per il governo è scritta nella delega dall’ormai lontano 5 ottobre, giorno dell’approvazione in consiglio dei ministri (con l’astensione leghista). Perché la revisione di rendite e valori non va «utilizzata per la determinazione delle basi imponibili dei tributi», come si legge all’articolo 6, comma 2, lettera a). Ma i nervi del centrodestra si muovono pensando al passo successivo quando, nel 2026 secondo il calendario ufficiale, con i nuovi dati in mano il governo di allora potrebbe decidere di rimettere mano a Imu, Isee e a tutto il fisco legato al mattone. La linea del Piave si disegna allora intorno al riferimento ai «valori di mercato», voluto e ribadito da Palazzo Chigi ma indigeribile a destra. Dopo aver provato senza successo a stralciare prima l’intero articolo 6, e poi il solo comma 2, la proposta che sta prendendo forma, e che dovrebbe essere oggi sul tavolo di una riunione con i consiglieri economici di Palazzo Chigi, va in effetti nel senso della mediazione: e punta a colorarsi in chiave antitasse anche con un vincolo di destinazione «alla riduzione dell’imposizione sugli immobili» delle entrate prodotte dall’emersione delle case fantasma. «Siamo fermi nei principi ma sempre costruttivi nel proporre soluzioni, per esempio quella di occuparsi subito dell’accatastamento dei due milioni di immobili abusivi del nostro Paese», ragiona da Fi Alessandro Cattaneo, deputato della commissione Finanze alla Camera dove la riforma per ora si è arenata (ieri la capigruppo ha spostato ancora al 2 maggio l’arrivo in Aula). Resta da capire però se a Palazzo Chigi saranno disposti a rinunciare al parametro dei «valori di mercato» così fortemente voluto e difeso fin qui.

Più semplice appare la partita del sistema duale. Qui l’idea sarebbe di cancellare il riferimento alle due aliquote che nei timori del centrodestra metterebbe a rischio aumenti le tassazioni flat oggi più leggere come quelle sugli affitti abitativi o sui titoli di Stato. In questo caso la rinuncia non sarebbe drammatica, anche perché la delega si può fermare ai principi generali. Ma il «sistema duale», indicato anche dal Documento unitario delle commissioni Finanze che ha dato il là alla delega governativa, si chiama così perché divide il fisco in due fra le aliquote progressive sui redditi da lavoro e pensione e la tassazione piatta per le altre entrate. È complicato immaginare un duale con una fila di aliquote piatte simile a quella attuale. E se non la delega, i decreti attuativi dovranno occuparsene.

Nell’attesa, dal Pd il segretario Enrico Letta attacca «il centrodestra che fa propaganda e va a protestare su questioni su cui Draghi ha già chiarito tutto il chiaribile». Sulla stessa linea l’ex premier Conte: i Cinque Stelle voteranno la delega «perché – dice – non aumenta le tasse».

FONTE SOLE 24H