Cresce il legame tra network e mutui
Il cliente non rinuncia al consulente fisico: più intese tra operatori e mediatori creditizi
Nuovi spazi per i mediatori creditizi, determinanti nel settore mutui e recentemente protagonisti di diversi accordi commerciali. È un trend legato più alle strategie distributive del credito che a un boom dei volumi: secondo l’ultimo bollettino Abi, lo stock dei mutui in essere lo scorso dicembre era del 3,2% superiore a quello di fine 2016; e varie fonti prevedono che il 2018 farà segnare una crescita limitata a pochi punti percentuali sia come erogazioni sia come compravendite immobiliari. Il fatto è che mentre le banche chiudono gli sportelli sul territorio (meno 4mila dal 2009 secondo il sindacato Fabi), gli italiani continuano a preferire il contatto con un consulente fisico per chiudere il finanziamento.
Secondo un’anticipazione dei dati Assofin, aggiornati a tutto il 2017, sul totale dei mutui concessi in Italia ancora il 78% viene erogato tramite il canale diretto, in sostanza le filiali. Il 18% per mezzo del canale indiretto (quindi reti di mediatori, agenti e simili), in crescita di due punti rispetto al 2016, mentre la quota già esigua degli intermediari online cala addirittura dal 4% al 3%; resta un 1% appannaggio dei siti internet degli stessi istituti di credito.
Ecco allora prendere forma nuovi accordi commerciali, tutti tesi ad ampliare lo spazio di contatti tra credito e acquirenti immobiliari. Money 360, la rete di mediazione creditizia creata nel 2015 dal gruppo MutuiOnline, ha appena chiuso l’accordo con Bper, portando a nove il numero di banche partner. Sul fronte dei franchising, Re/Max ha trovato un’intesa esclusiva con 24 Finance, mediatore che si avvale di una rete di 140 professionisti in Italia. Per ora la collaborazione è commerciale: l’agente Re/Max, ai clienti che manifestano il bisogno del finanziamento, segnalerà la possibilità di una consulenza con un mediatore 24 Finance. Ma in futuro, almeno nelle agenzie più grandi,la vicinanza potrebbe essere più stretta, con l’ipotesi di inserire un mediatore creditizio fisso nello staff.
Sono della partita anche i portali di annunci, come Casa.it che si è appena alleata con Credipass, tra i leader italiani della mediazione. Grazie a questa intesa, chi sta cercando un’abitazione sul sito potrà direttamente calcolare un’ipotetica rata di finanziamento ed entrare in contatto con un broker. C’è movimento anche a livello di polizze a servizio del mutuo. Cf assicurazioni (Tecnocasa) distribuisce gran parte dei propri prodotti tramite la rete di mediatori del gruppo, Kiron. «Ma per sviluppare ulteriormente la rete abbiamo stretto una partnership con Ulias, associazione che riunisce circa un migliaio di subagenti assicurativi», dice Michele Cristiano, ad e direttore generale della società.
Sono movimenti di mercato che in qualche modo riguardano anche l’aspetto delle regole professionali e riaccendono il dibattito sul tema (vedi scheda). Alcuni di questi accordi non rischiano di essere al limite delle regole? «I nostri agenti non raccolgono dati e non formulano alcuna ipotesi di finanziamento. Semplicemente informano di una possibilità commerciale», precisa Riccardo Bernardi, ad Re/Max Corporate. «In ogni caso, sarebbe davvero ora di superare questa limitazione pesante – sostiene Gian Battista Baccarini, presidente di Fiaip –. Tanto più che, da qualche anno, subiamo una vera e propria concorrenza sleale, con le grandi banche entrate nel settore della compravendita immobiliare». Sul ritorno alla segnalazione dei mutui in agenzia è di avviso opposto Fimaa: «È indispensabile che resti una prerogativa dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria», ha affermato di recente il presidente nazionale Santino Taverna.
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Adriano Lovera

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