Dati personali giudiziari «a tempo»
roma
Via libera definitivo del Consiglio dei ministri ai decreti legislativi dedicati al trattamento dei dati personali a fini di pubblica sicurezza e penali, all’uso dei codici di prenotazione aerea e alla ciber security. Provvedimenti con i quali vengono rese operative le direttive in materia (2016/680, 2016/681 e 2016/1148).
Il primo provvedimento fornisce regole organiche per trattare i dati personali delle persone fisiche con l’intento di prevenire, accertare o perseguire i reati o eseguire le sanzioni penali. Il testo sostituisce in gran parte l’attuale Codice della privacy sul fronte giudiziario e dei trattamenti effettuati dalle forze dell’ordine. I dati vanno tenuti quanto basta a raggiungere lo scopo; periodicamente va verificata l’attualità dell’esigenza di conservarli e devono essere cancellati o anonimizzati una volta scaduto il tempo a disposizione.
Il decreto “divide” e disciplina i dati per categorie: quelli fondati su fatti o su valutazioni e in base alla posizione processuale degli interessati. In ambito giudiziario i diritti delle persone coinvolte sono assicurati dalla normativa di “settore”, con la possibilità di un limite in base alle esigenze di prevenzione, di indagine o processuali. D’obbligo, anche per l’autorità giudiziaria, la nomina di un responsabile per la protezione, mentre sarà il Garante a vigilare sul rispetto della corretta attuazione della direttiva: un potere di controllo che cede il passo alla giurisdizione giudiziaria, Pm compreso. Per chi viola le modalità di trattamento la sanzione, nei casi più gravi, va dai 50 mila euro ai 150 mila, mentre scatta la sanzione penale se la finalità è illegittima.
Quanto all’uso dei codici di prenotazione aerea, i vettori dovranno trasmettere determinate informazioni sui passeggeri di voli extra Ue e all’interno dell’Ue, in ingresso e in uscita, all’Unità di informazione sui passeggeri (Uip) istituita presso il ministero dell’Interno, per individuare i viaggiatori implicati in reati di terrorismo o altri gravi crimini.
All’insegna della cooperazione anche l’attuazione della direttiva Ue in materia di cyber security, per mettere in sicurezza la rete e i sistemi informativi dell’Unione. Il testo, guarda ai principali attori economici e in particolare agli operatori che forniscono servizi essenziali per mantenere attività economiche e sociali e ai fornitori di servizi digitali. Dovranno mettersi in linea con le norme Ue per garantire prevenzione e difesa contro gli attacchi le grandi imprese di energia, trasporti, sanità, fornitura e distribuzione acqua potabile, il settore bancario e le infrastrutture dei mercati finanziari. Regole organiche anche per «mercato on line, motori di ricerca on line, servizi di cloud computing». Per chi non allinea sanzioni da 12 mila a 120 mila euro.
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Patrizia Maciocchi

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